energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Contratto dipendenti comunali, deciderà il referendum, Usb si sfila Breaking news, Cronaca

Firenze – Coperta corta, partita lunga. La coperta sono le risorse, sempre più scarne, la partita è la lunga trattativa circa l’accordo contrattuale per i dipendenti comunali,  (finora è stata sottoscritta solo la preintesa), che saranno a breve chiamati a esprimersi tramite referendum sull’approvazione definitiva del nuovo Contratto Decentrato.

Grande partecipazione, alle assemblee indette dai sindacati per riportare ai dipendenti comunali (circa 4mila) i contenuti, i perché, la storia di una trattativa che ha portato a una preintesa di contratto che non piace a nessuno, ma che ad oggi è l’unico accordo sul tavolo. Dal fronte sindacale si sfila l’Usb, per cui il contratto è semplicemente irricevibile: “A qualcuno è stato dato tanto e a molti poco”, ripetono dall’Unione sindacale di base, che ne fa una questione di equità nella distribuzione del poco che c’è. Una posizione che fa molta presa sull’assemblea, in particolare della mattina, assemblea che porta in campo rabbia, delusione, alcune rivendicazioni di categoria e lo sconcerto dei dipendenti comunali.

Tuttavia, leggendo la preintesa, ci sono alcune novità di cui tenere conto, una in particolare che riguarda i progetti speciali. Questi sono stati  negli ultimi anni la principale fonte di erogazione delle risorse variabili del Fondo per la contrattazione decentrata, e molte di queste  risorse sono state impiegate su progetti particolari che riguardano la vita del Comune, dalla tramvia ad altri progetti in corso d’opera. Progetti speciali che però per molti lavoratori sono stati vissuti come una modalità fortemente iniqua, dal momento che si basa sulla scelta discrezionale delle direzioni  che oltre a decidere quali avviare decidono anche in che misura le risorse verranno ripartite tra i lavoratori coinvolti. E proprio i progetti speciali sono stati quelli che sono “saltati” al tavolo di trattativa: decidendo di non finanziare più questo istituto contrattuale le risorse liberate andranno a finanziare il nuovo sistema delle indennità previste dal contratto nazionale e il premio incentivante, istituti che, soprattutto quest’ultimo, ha il pregio, proprio parlando di equità, di essere meno legato a valutazioni soggettive. E soprattutto, che raggiunge tutti.

Un traguardo importante, secondo i sindacati propensi a firmare l’accordo, vale a dire Cgil, Cisl, Uil, Cobas, CSA e SIULP. Traguardo che permette, in soldoni è il caso di dirlo, di far giungere qualcosa della “coperta corta” a tutti i dipendenti comunali. E se qualcuno è stato dimenticato ed è rimasto fuori, dicono dai sindacati, si può sempre rimediare, dal momento che questo è da considerare un contratto ponte.

Ma qui si apre un altro capitolo. Infatti, dall’assemblea più partecipata, che è stata quella della mattina tenutasi al Teatro dell’Opera (tutto pieno, partecipazione straordinaria) sono state messi in evidenza anche altri punti, che riguardano ad esempio i vigili (tanto è vero che verso la fine dell’assemblea la polizia municipale se ne è andata). Messi in mezzo dai colleghi perché sembra che, con l’accordo ancora non sottoscritto, buona parte delle risorse vada proprio a loro. Ma, secondo i firmatari della preintesa sono i numeri a smentire, dal momento che i poco più di 700mila euro che vanno a incrementare il budget che finanzia la nuova  indennità prevista dal Contratto Nazionale per la Polizia Locale non  si discosta da quanto già godevano con i progetti speciali.

Ma la vera novità, che nel generale malcontento anche degli stessi sindacalisti al tavolo, è da segnalare se non come una vittoria, almeno come una “tenuta”, è il fatto, dicono i sindacati pro-firma,  di essere riusciti a contenere da un lato la discrezionalità delle Direzioni e dall’altro la possibilità che, una volta messe in campo le nuove indennità (che per legge, sempre da contratto collettivo nazionale sono due: quella per condizione di lavoro, che assorbe tutte le fattispecie precedenti, ad esempio quella di rischio e di disagio, e quella di servizio esterno prevista per i  vigili, vale a dire quelle di chi sta sulla strada) e riconfermate quelle storiche( indennità personale asili nido, di funzione e di responsabilità)  tutto il resto finisca nel premio incentivante. Vale a dire, in ciò che percepiscono tutti i lavoratori. Risorse che saranno redistribuite con una riduzione della forbice fra le diverse categorie, che diventerà 100-150 rispetto all’attuale 100-195. Insomma, magari poco, ma un po’ per tutti.

Tirando le fila, il disagio fra i dipendenti comunali è veramente alto, come hanno testimoniato i vari interventi che si sono susseguiti, che hanno dato voce non solo allo scontento sui risultati della trattativa, ma anche ai vari problemi che assillano i lavoratori, non ultimo quello di aver visto spostare l’asticella sui famosi “obiettivi”, dimenticando il valore del lavoro. Ma la battaglia sui criteri di valutazione o sull’introduzione di altri tipi di indennità o ancora sulla svolta autoritaria che limita le possibilità di contrattazione in sede decentrata che è stata impressa alle amministrazioni nella gestione del personale e che deriva dal contratto nazionale  e da leggi nazionale (Bunetta e Madia), non è “affare” della contrattazione decentrata, ma vorrebbe una “sollevazione” nazionale. In ogni caso, i tentativi che pure sono stati fatti di limitare la libertà di sciopero, il diritto di assemblea e buona parte dei diritti sindacali sono stati respinti con fermezza da tutte le sette organizzazioni sindacali al tavolo.

Infine, l’ultima parola sarà lasciata ai lavoratori: infatti verrà tenuto un referendum che darà indicazione ai rappresentanti sindacali circa la volontà della maggioranza, se procedere o meno alla sottoscrizione del Contratto Decentrato sulla base della preintesa. Un risultato che, come dichiarano dall’Usb, condizionerà anche per  loro l’apposizione o meno della firma.

 

Print Friendly, PDF & Email

Translate »