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Contributi agli enti locali per il “bilancio di genere” Società

Il bilancio di genere dovrebbe consentire all'ente di individuare le azioni più virtuose e quelle meno virtuose per la qualità della vita degli uomini e delle donne, con particolare riferimento alla conciliazione vita-lavoro, questione centrale nelle politiche di genere. Con i risultati del  bilancio di genere l'ente potrà quindi verificare quali sono gli interventi, e i relativi stanziamenti del bilancio finanziario, che funzionano e quali non funzionano nel promuovere la qualità della vita di entrambi i generi. In modo da poter ricalibrare risorse e interventi delle proprie politiche nella direzione di un potenziamento delle pari opportunità fra uomini e donne.
Questi gli obettivi che la Regione Toscana si prefigge per gli enti locali con il nuovo bando in attuazione della delibera 982 del 14 novembre e del successivo bando, nella cornice della legge regionale "Cittadinanza di genere" (n. 16/2009), in particolare del comma 3 articolo 13 "Azioni e progetti per la conciliazione vita-lavoro". Potranno presentare domanda, fino al 12 febbraio 2012, solo gli enti locali singoli o associati. La quota di contributo regionale non potrà superare i 2.100 euro per ogni singolo progetto di bilancio sociale e l'ente dovrà contribuire con un cofinanziamento non inferiore al 20% del costo complessivo del progetto. Gli enti potranno spendere in risorse umane dedicate comprensive di consulenze e collaborazioni, spese relative alla stampa di materiali e pubblicizzazione dell’iniziativa di bilancio di genere.
Evidentemente il bilancio di genere renderà trasparente ai cittadini cosa l'amministrazione locale fa e spende per sviluppare e concretizzare pari opportunità tra uomini e donne. I contribuenti avranno a disposizione un documento in cui vengono discussi e valutati i risultati delle azioni delle politiche di genere.
"E' un importante strumento di rendicontazione sociale e di comunicazione – ha detto Salvatore Allocca, assessore regionale al Welfare con delega alle pari opportunità – che favorisce la trasparenza dell'azione amministrativa. Con il bilancio di genere si valutano le differenti ricadute, su donne e uomini, dell'operato dell'ente – ha concluso Alocca – evidenziando gli stanziamenti finanziari destinati ai servizi che sono in grado di contribuire ad una migliore qualità della vita in una chiave di pari opportunità" (il bando sul sito della Regione Toscana).

 

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