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Contributo straordinario affitti, chiuso il bando, le richieste totali sono 3495 Breaking news, Cronaca

Firenze – “Governo svegliati!”, dice la segretaria regionale del Sunia, Laura Grandi. Perché il dato è enorme, 3495 richieste totali di contributo affitto straordinario a Firenze, ma non è la sola città del giglio a essere “bisognosa”: “Il dato è simile in quasi tutte le grandi città- dice Grandi – e segnala un’ emergenza dai confini indefiniti”. E spaventosi.  Del resto, il day after della chiusura del bando straordinario per il contributo affitti registra ancora telefonate, richieste, disperazione. Al centralino del Sunia, ad esempio, dove la gente in ritardo si raccomanda: “Via, cosa vuole che sia un giorno in più o in meno? … Vuole che perda la casa per un ritardo di un giorno?…”. Il problema invece è che, come spiega la segretaria regionale del maggiore sindacato inquilini, il bando è chiuso, e on line non esiste più il modulo per la richiesta. Ma la richiesta di aiuto anche a bando chiuso è sintomatica di un problema molto grosso, enorme, specifica ancora Grandi: a fronte di quasi tremila cinquecento domande di accesso al contributo straordinario all’affitto, si trovano famiglie che finora hanno pagato canoni nell’ordine di 900, mille euro al mese. Spesso la metà dell’intero reddito familiare. Canone che ora diventa irraggiungibile. Se non avrà successo il famoso patto della solidarietà con la proprietà, lanciato dal sindacato e dalle istituzioni, tutto ciò potrebbe tradursi, come spiega Grandi, in un’ondata di sfratti già nel prossimo inverno, “tornando al triste record in cui si giunse nel 2017, con 130 sfratti con forza pubblica al mese”.

Laura Grandi segretaria regionale del Sunia

Per quanto riguarda la composizione delle richieste,  partendo dagli utenti che si sono rivolti al Sunia, la provenienza geografica è equamente ripartita: il 50% italiani, l’altro 50% stranieri. Molti gli anziani, molte le famiglie monoparentali, in particolare donne con figli. Ma anche single, in questo caso molti uomini. Altro dato, la maggior parte dei richiedenti si trova fuori dall’area Unesco. “Perché? – commenta Grandi – semplice, in centro sono “finite” le case”. Le case per la residenza, appunto, quella del lavoratore con famiglia, che tuttavia se la passa male anche nella cintura limitrofa, come testimonia la pesantezza dei canoni.

“Un altro punto che ha contribuito a scremare molto il pubblico d’accesso – spiega ancora la segretaria del Sunia – è la ricorrenza dell’abitudine del “fuori busta”, vale a dire, sul contratto c’è un canone, ma nella realtà quella cifra viene “integrata” col cosiddetto fuori busta. Soldi che passano di mano senza controllo, che incidono sul reddito familiare, ma che non risultano”. La fregatura, eccola: dal momento che per ottenere il contributo affitto il canone deve pesare almeno del 30% sul reddito, con questo escamotage a volte il peso reale dell’affitto non compare. E impedisce all’utente di accedere al bando. Per mancanza di requisiti.

“Le persone che stanno in affitto sono quelle che hanno più avvertito il morso della crisi – conclude Grandi – è necessario uno stanziamento importante dal governo, senza il quale fra sei mesi, a gennaio, si rischia di nuovo di trovarsi di fronte ai fatidici 130 sfratti al mese con forza pubblica. Contestualmente è necessario procedere al rifacimento della 43, l’ultima legge sulle locazioni sul mercato privato. Basta poco perché le famiglie cadano nell’abisso della povertà pur lavorando. Serve perciò una grossa presa d’atto da parte del governo, con uno stanziamento adeguato alla situazione e misure di vario genere. Un alloggio pubblico per tutti è impossibile, ma l’affitto sostenibile per tutti è una scelta di civiltà”.

Anche perché gli strumenti del contributo rischiano di non raggiungere tutti quelli che ne hanno bisogno, neppure scremando le richieste attraverso la sussistenza o meno dei requisiti richiesti da bando.

Andrea Vannucci, assessore alla casa del Comune di Firenze

Intanto, la macchina amministrativa comunale lavora a pieno ritmo. “Gli uffici hanno già iniziato ad esaminare le domande – dice l’assessore alla casa del Comune di Firenze Andrea Vannucci – E’ ovvio che il dato è un dato allarmante, indicativo di una criticità forte dal punto di vista economico per tante famiglie della nostra città. Per capirne la portata, basti pensare che il contributo affitto ordinario del 2019, in 30 giorni, registrò un terzo delle domande rispetto ai 17 giorni dell’attuale bando appena chiuso.  Da questo punto di vista, c’è la concreta necessità che, per  questo intervento, ci sia  da disporre ulteriori risorse. In questi giorni ho avuto un confronto con l’assessore regionale Vincenzo Ceccarelli, che sta portando avanti una conferenza Stato-Regioni sul tema. L’augurio è di riuscire a dare la più capillare risposta possibile alle famiglie della nostra città. Ricordiamo che contestualmente alla partita del contributo affitto, c’è anche quella che riguarda il tavolo di conciliazione con sindacati e proprietari. Un passaggio altrettanto fondamentale per permettere alle famiglie fiorentine di superare questa contingenza difficilissima”.

 

 

 

 

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