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Contro la crisi scatta il prestito sociale regionale Società

Ormai è questione di poco: entro la fine di settembre si prevede che il “prestito sociale” varato dalla Regione Toscana, unico nel suo genere, possa partire. Di cosa si tratta? E' una sorta di salvagente per famiglie e persone in stato di particolare fragilità economico-sociale, un salvagente che può arrivare fino a tremila euro senza garanzie e interessi. Il fondo messo a disposizione dalla Regione è di 4 milioni e 695 mila euro, mentre i progetti pervenuti agli uffici regionali sono stati in tutto 49, quelli approvati 38, vale a dire 32 zone socio-sanitarie su 34. Per garantire una copertura totale entro breve sarà pubblicato un nuovo bando ad hoc.

Ed è stato proprio grazie ai progetti accettati che si è costituita una rete territoriale di circa 250 centri di ascolto, gestiti da 400 volontari, a cui le persone in situazione di bisogno potranno rivolgersi per sostenere un colloquio, individuale o familiare. I centri di ascolto, che opereranno in stretto raccordo con i servizi sociali territoriali, nell’accogliere le domande daranno priorità a coloro che si trovano in condizione di particolare fragilità socio-economica: appartenenza a famiglie numerose, presenza di situazioni di disabilità grave, presenza di figli minori e di nuclei monoparentali. 

La Regione ha previsto, per ciascun progetto, un finanziamento massimo di 150 mila euro. Dopo aver predisposto un piano personalizzato, i contributi che potranno essere accordati (dopo l’istruttoria effettuata dai centri di ascolto sempre in raccordo con i servizi sociali territoriali) non potranno superare i 3 mila euro, senza garanzie né interessi. La restituzione della somma dovrà avvenire entro un massimo di 36 mesi e la modalità sarà concordata sempre con il centro di ascolto al quale spetteranno anche attività di tutoraggio e di accompagnamento per garantire un uso consapevole del denaro. Al beneficiario viene in pratica di richiesto di essere parte attiva e propositiva nel superare le momentanee difficoltà economiche, personali o della propria famiglia. La restituzione del denaro potrà avvenire, in alternativa a quella rateale prevista dal piano personalizzato, anche attraverso lo svolgimento di attività socialmente utili. "Un' esperienza unica in Italia – ha commentato oggi a Firenze illustrando il progetto alle associazioni del terzo settore il presidente della Regione Enrico Rossiche contribuirà a fare in modo che in Toscana, in questo periodo di crisi, nessuno rimanga solo".

Ed ecco intanto i requisiti dei beneficiari, resi noti dalla Regione: residenza anagrafica in un Comune toscano, maggiore età, assenza di condanne definitive di un certo tipo (associazione di tipo mafioso, riciclaggio, impiego di denaro e beni di provenienza illecita), valore ISEE non superiore a 15mila euro, cittadinanza europea oppure possesso della carta di soggiorno o di regolare permesso di soggiorno.

All’indirizzo www.regione.toscana.it/prestitosociale saranno consultabili nei prossimi giorni i nomi dei centri, gli indirizzi, i numeri di telefono, gli indirizzi email e gli orario di apertura.

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