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Contro l’inquinamento arriva il primo aereo “verde” Economia, Innovazione

Parigi – Con la crisi del coronavirus il futuro delle compagnie aeree ha subito un colpo che per molte rischia di essere fatale. Ancor prima però del dilagare del Covid 19 che ha inchiodato a terra per mesi gran parte delle flotte l’alto tasso inquinamento aereo e sonoro aveva posto interrogativi sul futuro di questo mezzo di trasporto che negli ultimi anni, grazie anche alle low cost, aveva registrato un forte aumento del suo traffico.

Se c’è chi, come Greta Thunberg, ritiene che chi ama la terra deve rinunciare a viaggiare in aereo, altri cercano di dare un nuovo futuro al volo puntando a sostituire l’inquinante cherosene con batterie elettriche. Una sfida chiaramente assai più complicata di quella affrontata dall’auto, un mezzo che ormai sembra ben avviato a fare sempre minor uso della benzina.

La corsa all’elettrico per rendere gli aerei “verdi”  sta cominciando a dare i primi frutti. Nei giorni scorsi infatti ha fatto il suo volo inaugurale un Cessna Caravan da nove posti, il più grande aereo 100% elettrico finora decollato al mondo. L’azienda che ha costruito il motore elettrico in grado di far volare il piccolo aereo a zero emissioni di CO2 sui cieli di Seattle è la Magnix che, precisa il sito di informazione scientifica CNET, non “pensa di cambiare l’aereo da un giorno all’altro” ma pensa che “una trasformazione deve pure iniziare da qualche parte”.   L’obiettivo è quello di dimostrare che voli commerciali elettrici sono già possibili anche se per disporre di aerei da 100 posti “verdi” bisognerà aspettare ancora molti anni.

Il motore Magni500 installato sul Cessna Caravan, dotato di una batteria Lithium-ion, sviluppa  750 cavalli, una potenza sufficiente per trasportare 9 passeggeri e viaggiare a una velocità di crociera di 183 km/h con una autonomia limitata a circa 160 KM (assai inferiore a quella di 1750 km garantita dallo stesso aereo con motore non elettrico).   Altro limite al Cessna Caravan elettrico sono i tempi di ricarica delle batterie che impedirebbero all’aereo di ripartire rapidamente.

Oltre a eliminare le emissioni di gas a effetto serra, questo tipo di aereo però permetterebbe di ridurre i costi di manutenzione oraria dall 50 all’80%.

L’inizio della sua commercializzazione è previsto l’anno prossimo. A dicembre, equipaggiato con lo stesso Magni 500,  nei cieli delle vicina Vancouver , in Canada,  aveva fatto un volo inaugurale un idrovolante, un De Havilland Canada DHC-Beaver  che appartiene a Harbor Air , una compagnia regionale canadese che punta a una flotta elettrica.

Le iniziative intanto si stanno moltiplicando soprattutto sul fronte dei prototipi di piccoli aerei mentre il modello commerciale del futuro è ancora allo stadio di ricerca.  La compagnia britannica low cost Easyjet si è associata ad esempio con  Wrighte Electric per  lo sviluppo di un motore in grado di far volare aerei elettrici da 186 posti. Airbus si è posto l’obiettivo di  far volare nel 2030 aereo da 100 passeggeri a 0 emissioni mentre il gruppo Safran prevede entro il 2035 lo sviluppo di ibridi elettrici e termici.

Tutti sono però sono coscienti che bisogna fare in fretta se si vuole agire concretamente per il clima e l’ambiente. Secondo gli ultimi dati l’aeronautica pesa tra il 3 e 4 % delle emissioni di gas a effetto serra.

 

 

 

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