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Controlla il prossimo tuo: il virus tira fuori il peggio e il meglio dell’umanità Cronaca

Parigi – Un’ondata di “delatori” sta intasando i centralini del 17, il numero di emergenza della polizia e gendarmeria d’oltralpe. A migliaia segnalano chi non rispetta le misure imposte dalla quarantena, chiedendo alle forze dell’ordine di prendere provvedimenti  contro chi mette a rischio il prossimo dal contagio del Covid 19.

Questa specie di “caccia alle streghe” o meglio agli untori di manzoniana memoria, imperversa soprattutto nelle città come Bordeaux dove il 70% degli appelli al 17 sono motivati dal desiderio di segnalare un comportamento poco ortodosso. Il flusso delle “spiate” in alcune zone del paese è stato così forte che numerosi sindaci, come quello del 20/mo arrondissement di Parigi hanno espressamente invitato a smetterla con questi messaggi di delazione.

E la questura di Parigi ha pregato di non mettersi in contatto solo per il mancato rispetto del confinamento per non sovraccaricare i servizi della polizia. Che, stando all’allarme della sindaca di Parigi Anne Hidalgo, avrebbe molto da fare in alcuni quartieri della del nord est della città, soprattutto per l’aggressività di alcuni tossicomani e senza tetto che stanno creando un clima di insicurezza.

Sembrerebbe quasi che l’occupazione principale della gente confinata sia quella di controllare il proprio prossimo. Così, scrive il giornale 20 Minutes,  si chiama il 17 perché il vicino porta a spasso con troppa frequenza il suo cane o perché dei bambini giocano per strada sempre che non ci sia un incosciente che si gode un barbacue con gli amici.

Se la maggior parte delle spiate è legata alla paura del contagio, alcune assomigliano più al delazioni dettate dal desiderio di “vendicarsi” del vicino con cui si è in pessimi rapporti o di cui si è invidiosi perché le sue condizioni di clausura sono migliori.  L’aumento delle denunce può anche essere giustificato dal desiderio di compiere un dovere civico e si sentono investiti da una missione.  Il fenomeno delle spiate si fa sentire anche sulla rete, con gruppi che invitano a puntare il dito contro chi – politici o Vip –  all’annuncio del confinamento é “fuggito” dalle città  e che ora viene reperito grazie il suo conto Instagram.

Esiste però anche l’altra faccia della medaglia: il confinamento infatti sta avendo delle conseguenze un po’ schizofreniche. Se da una parte ha fatto lievitare il numero degli spioni, dall’altra ha dato uno slancio senza precedenti alla solidarietà. Lo segnala oggi il quotidiano Le Monde, impressionato dal crescente numero di persone che si sta impegna nel volontariato, sia all’interno di associazioni che con una mobilitazione individuale.

Questa crisi, scrive, ha “suscitato un’insurrezione di bontà”. Come in Italia, c’è chi fa la spesa per il vicino, chi fabbrica maschere, chi cucina per i senza tetto o il personale sanitario, chi prepara dei kits di prodotti igienici per i clochards. Il sito di “jeveuxaider” (voglio aiutare) rivendica 270.000 iscritti, con già 80.000 persone impegnate a dare una mano in 3.000 strutture. Molti hanno deciso di agire dopo aver constatato come l’epidemia stia mettendo in luce le fratture sociali e digitali della popolazione.

Insomma, come è scontato, le difficoltà che si stanno vivendo qui stanno mettendo in luce le sfaccettature del comportamento umano, con una società che come un Giano bifronte ha un doppio volto.

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