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Convergenza Squinzi-Camusso su evitare “macelleria sociale”. Monti: “Così sale lo spread” Politica

Il presidente del Consiglio dei ministri, Mario Monti, risponde oggi piccato al leader di Confindustria, dopo l'insufficienza (pagella tar il 5 e il 6) che ha assegnato ieri al Governo, insieme alle accuse di macelleria sociale, nell'ambito del dibattito con Susanna Camusso, svoltosi ieri pomeriggio a Serravalle Pistoiese, giorno di entrata in vigore del decreto legge Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica, ad invarianza dei servizi ai cittadini (l'ultima spending review). "Dichiarazioni di questo tipo fanno aumentare lo spread e i tassi a carico non solo del debito ma anche delle imprese, e quindi invito a non fare danno alle imprese". Gli spread, ha spiegato il premier, non scendono anche perché non c'é piena credibilità nei meccanismi a supporto dell'Eurozona, per le dichiarazioni dei paesi del nord, post vertice e, nel caso dell'Italia, per l'incertezza su quello che succederà dopo le elezioni (il comunicato stampa del Governo che illustra il decreto legge).

Al lungo dibattito di Serravalle Pistoiese Susanna Camusso ha annunciato lo sciopero generale a settembre. A situazioni estreme, quale quella dell'" Italia che non ha più tempo per aspettare" e da perdere, estremi rimedi: "Avevamo immaginato che sulla spending review potessero esserci risposte ma non ci sono – ha detto Camusso. E' stata una manovra per fare cassa, piuttosto che una "seria accetta su sprechi e problemi. E a tutto ciò si risponde con la mobilitazione".
Dall'altra parte le parole di Giorgio Squinzi "Abbiamo vissuto trent'anni da cicale, dobbiamo iniziare a pensare da formiche. Condivido praticamente tutto di quello che ha detto Susanna Camusso circa la spending review", che sanciscono la nascita a Serravalle di un nuovo fronte, un asse CGIL-Confindustra, come lo hanno chiamato molti quotidiani ieri ed oggi.

E' stato un lungo dibattito quello tra i due leader dal quale è emersa una forte sintonia, sulla quale il moderatore, il giornalista Massimo Giannini, ha sollevato nel finale qualche dubbio, sicuramente condivisibile da molti: 'D'accordo su tutto Squinzi e Camusso, vediamo se sarà così anche sullo sciopero generale''.

Una convergenza Squinzi-Camusso con delle sfumature tra le due parti. Se per Squinzi si deve certamente "evitare la macelleria sociale", in pieno accordo con Camusso, occorre una cura dimagrante della pubblica amministrazione, razionalizzando e eliminando le ridondanze della PA, ha spiegato Squinzi, per Camusso, "il provvedimento sulla spending review è in gran parte fatto di tagli alla sanità, agli enti locali e al personale delle amministrazioni pubbliche". E' un provvedimento, ha spiegato il segretario CGIL che "taglia orizzontalmetne tutto". "Siamo un po' stufi di sentir parlare di crescita – ha sottolineato – e di non aver visto nessun provvedimento che inverta la tendenza".

Squinzi ha inoltre sottolineato che oltre alla spending review "c'è ancora moltissimo da fare". La spending review deve essere considerata "un primo intervento" per il paese. Rispetto ad un'eventuale patrimoniale, “se non tocca le imprese mi sta anche bene – ha affermato Squinzi – se serve per salvare il Paese, se fossimo veramente in emergenza, sull’abisso”. Il leader di Confindustria ha peraltro ricordato che l’Imu è già una specie di patrimoniale che “paghiamo tutti”.
Sulla riforma del lavoro "andava approvata”, per Squinzi, però “a mio parere non ha migliorato realmente la situazione – ha affermato il presidente di Confindustria -. Ha tolto flessibilità in entrata senza darne in uscita. Appare un’occasione mancata, penso però che sia possibile recuperare con alcune modifiche”.

Come sfumature ci sono nei giudizi dei due leader sull'operato del governo Monti: tra il 5 e il 6 per Squinzi e da bocciare per Camusso. Entrando così nel dibattito sulla vita del Governo tecnico di Monti
Squinzi si è detto ieri sostanzialmente deluso visto che non lo boccia del tutto ma non lo fa arrivare alla sufficienza piena e precisa "Mi aspettavo alcune cose che non si sono ancora realizzate. Ad esempio, non è stato fatto nulla per sostenere la ricerca". Forse quest' ultima affermazione non è del tutto condivisibille a pochi giorni dal lancio del bando nazionale "Smart cities and communities" che sostiene finanziariamente idee e progetti innovativi, cercando di innovare al tempo stesso il sistema della ricerca in Italia, sulla linea di altri due precedenti bandi. Squinzi attende cosa accadrà nelle prossime settimane, sospendeno il suo giudizio. Ma a non si è detto contrario a un 'Monti bis', qualora il governo tecnico dovesse assumere una "fisionomia politica".

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