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Conversazione con Lorenzo Andreaggi, giovane regista di “Annunaki” Cultura

Un giovane regista fiorentino, Lorenzo Andreaggi,  alle prese con un tema interessante e poco ortodosso: la genesi della stirpe umana. Una trama che abbiamo già raccontato su Stamp, e che ipotizza, seguendo le ricerche dello scrittore americano Zecharia Sitchin, che la nascita dell'umanità sia avvenuta in seguito all'intervento di una stirpe aliena, citata nelle Sacre Scritture come gli Elohim. Una tesi, quella dell'origine fuori dai confini terrestri della vita, ormai seguita anche da molti scienziati. Ma rimasta sempre sottotraccia e spesso bollata come un'ipotesi da fantasy. Ma la vicenda della lavorazione di Annunaki (che in lingua sumera identifica gli alieni che avrebbero dato vita alla razza umana) comprende anche l'interruzione della versione statunitense del film, cui lavorava il regista americano Gress, apparentemente voltilizzatosi.  Per difficoltà di budget, secondo la versione più accreditata.
Attirati dalla vicenda che ha avuto questo film, abbiamo contattato il giovane regista fiorentino, Lorenzo Andreaggi. 
1) Cosa ti ha incuriosito della vicenda, e come ne sei venuto a contatto?
Fin da piccolo sono sempre stato incuriosito dalla comparsa dell'uomo sulla Terra. Credo nell'evoluzione fino ad un certo punto.Ho sempre cercato di trovare una spiegazione a questo grande quesito ma il racconto così come ci veniva narrato a scuola era soltanto una “leggera” e innocua favola infantile. Un po' come quando si racconta che i bambini nascono sotto i cavoli. Altri tempi. Civiltà che nascevano dal nulla, scimmie che progredivano meglio dei “transfomers” e mestieri che fiorivano come margherite. La storia era già scritta e se qualcuno avesse voluto modificarla… non avrebbe avuto nemmeno il tempo di terminare la sua teoria. Vera libertà. Sarebbe troppa fatica per la nostra società che ho sempre definito “malata”. Malata di tradizioni, rituali e racconti che ci possono essere pervenuti dal passato solo con un telefono senza fili. Ebbene si, è proprio come il gioco che si faceva a scuola quando si era piccoli. Il telefono senza fili. Un bambino dice una frase al compagno di banco e di conseguenza l'altro lo ripete a quello che ha vicino. Il risultato finale è completamente diverso dalla frase iniziale. Questo è un tipico esempio di come abbiamo “riscritto” la storia dell'umanità. E i sumeri? Quanti di voi sanno chi sono i sumeri? A scuola duravano, se tutto andava bene… 3 pagine. Dopodichè si passava agli Egizi. Così, semplicemente voltando la pagina di un libro. Tutto ciò che andava contro la cronologia conosciuta, veniva tagliato fuori. La vera conoscenza. Questo è il motivo che mi fa lottare e andare avanti nei miei progetti.

2) cosa ha influito sulla tua decisione di riprendere il film lasciato da Gress? Insieme al mio collega Mario Mariani, sceneggiatore insieme a me del precedente film  “I trabocchetti del Bandino”, abbiamo deciso di trasportare sullo schermo (solo in piccola parte) “Il libro perduto del Dio Enki” di Zecharia Sitchin, basato sulle scritture delle tavolette sumere. Solo dopo aver scritto le prime scene abbiamo scoperto che c'era già stata una prima prova di realizzazione da parte di un regista indipendente americano.

3)Pensi che l'ipotesi su cui si basa il film possa essere credibile? Assolutamente si. L'uomo deve essere mentalmente più aperto e imparare oggi giorno a vedere e leggere le così dette “sacre scritture” che gli vengono proposte con occhi diversi, non con gli occhi di chi le scrisse agli inizi della nostra era. Non possiamo continuare a sostenere racconti di gente che brancolava nel buio e raffigurava le navi spaziali come angeli con le ali. Grazie anche alle traduzioni di Zecharia Sitchin è meraviglioso comprenderne realmente il significato e riuscire a capire come parole di una volta oggi hanno tutto un altro senso. E tutto ha molto più significato.
Indubbiamente la realizzazione di un film, quindi il fatto di portare a conoscenza di un pubblico più ampio alcune teorie importanti e non da tutti condivise, attualmente confinate fra un ristretto numero di intellettuali, aprirà un varco nell'omertà di alcuni segreti molto ben custoditi e sarà da stimolo alla discussione su questo controverso argomento.
Anche la chiesa, normalmente reticente a discutere argomenti legati alla possibilità di vita extraterrestre, si è recentemente dimostrata più aperta a valutare questa possibilità.
Risulta infatti difficile trovare una spiegazione logica a numerosi reperti dell'archeologia precolombiana raffiguranti particolari di veicoli spaziali e disegni alieni. Inoltre la teoria dell' ”anello mancante” verrebbe spiegata dalla presenza di alieni che avrebbero con la loro tecnologia evoluta accellerato il processo darwiniano dell'evoluzione.

4) Il film può effettivamente riaprire un dibattito che qualche tempo fa era piuttosto partecipato fra biologi e fisici. Vale a dire, l'origine "celeste" della stirpe umana. Tu che ne pensi in proposito?
Penso che ci sia qualcosa di buono là fuori. I veri “cattivi” siamo noi. Credo in qualcosa di più grande di noi, in una storia che sarebbe davvero allucinante da ricostruire dagli inizi. In passato   è successo veramente un gran “caos primordiale”… caos, non brodo. Solo credere fermamente di essere l'unica razza intelligente nell'universo… non le pare un'affermazione egoista?
5) Fra quanto pensi sarà possibile vedere la tua opera nelle sale?
Verso la primavera del 2013… se gli Anunnaki non mi rapiscono prima! Voglio sottolineare però che nel mio film non ci saranno effetti speciali né navi spaziali. Ho voluto realizzare una storia più umana che fantascientifica. Sono un grande ammiratore di Comencini, Monicelli e Pasolini e di come riuscirono a umanizzare personaggi fantastici (come fece per esempio Comencini con “Le avventure di Pinocchio”).

6) Non ti inquieta un po' la vicenda del regista americano? Ritieni che la sua scomparsa possa in qualche modo essere legata al film?
I media a volte parlano troppo. Sono convinto che la maggior parte degli avvenimenti accadono perchè se ne parla troppo. La vicenda di Gress mi lascia indifferente. Non sappiamo per certo se l'aver interrotto il film è stata una decisione della troupe, se è stato ricevuto un ultimatum da parte di “interessi minacciati” o per ipotesi è stata tutta una grande messa in scena dei media. Conosco il potere che hanno i governi e soprattutto la chiesa di imporre le proprie leggi, ma l'uomo non è arrivato fino ad oggi sottomettendosi all'ignoranza, nonostante questa sia sempre stata compagna nel suo cammino.

7) Pensi che qualcun potrebbe avere interesse a celare ipotesi considerate non ortodosse sull'origine dell'umanità?
Sì. L'ignoranza ha sempre reso il popolo schiavo dei potenti. E il popolo ignorante è sempre piaciuto alle istituzioni:  è più facilmente controllabile e  tutt'ora quest' atteggiamento persiste. E' facile comandare su chi teme. Questo è il punto forte delle strutture secolarizzate che controllano l'informazione e il pensiero.

8) Il riferimento che mi viene immediatamente in mente è Darwin, nel senso che anche le sue teorie dovettero aspettare molto tempo prima di essere accettate (non lo sono ancora, in verità) dalla chiesa non solo cattolica. Pensi che la vicenda rappresentata nel tuo film potrebbe essere interpretata come una verità altra, da considerarsi pericolosa e destabilizzante, come a suo tempo il darwinismo?
Certo. Le nuove teorie terrorizzano sempre. E a volte me ne domando il motivo. Pensiamo che per secoli il mondo ha creduto che la Terra fosse piatta. Noi tutti prenderemmo per pazzo chi lo afferma oggi! Galileo venne processato per una teoria ormai universalmente studiata e accettata.
Tuttavia credo che il mondo di internet ed in particolare i social network abbiano permesso una maggior circolazione delle informazioni e abbiano dato voce anche a chi non poteva raggiungere i tradizionali canali di comunicazione, appannaggio di pochi. Il nostro problema è l'essere troppo abitudinari, anche nelle idee:  ci abituiamo velocemente alle nuove teorie, tanto che non le vorremmo mai abbandonare. Anche se questo vuole dire regresso e non progresso.

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