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Cooperative, nasce lo “stipendio a rate” Breaking news, Cronaca

Firenze – Stipendio “a rate”. E’ questa l’ultima applicazione del principio della rateizzazione, che ormai investe tutte le fattispecie di acquisto, dalle più “normali” (comperare una casa, ad esempio) a quelle fino a trent’anni fa impensabili, come le scarpe, il cappotto,  la televisione o la bicicletta. Ma se questa è la nuova moda imperante, è originale l’ultima applicazione, vale a dire, lo “stipendio a rate”. E’ successo ai lavoratori di una cooperativa di pulizie fiorentina, che, per recuperare un mese di stipendio mai pagato,  si sono visti “proporre” la rateizzazione del mese mancante. Rate di piccola entità, beninteso, dal momento che i più “fortunati” fra questi lavoratori non arrivano a percepire più di 700, 750 euro al mese.

Ed ecco la storia: il soggetto principale è una cooperativa di pulizie, che ha ottenuto, per il secondo anno consecutivo, l’appalto del servizio da una impresa privata. A dire la verità, problemi sullo stipendio sono sempre esistiti. Per restare all’anno in corso, ad esempio, tutto comincia quando, a marzo, i lavoratori non si vedono corrispondere lo stipendio. Aprile salta, maggio pure. Sconcertati ed allarmati, i lavoratori fanno pressione sul “responsabile”, vale a dire il “referente di cantiere” secondo la definizione tecnica in uso. Non possono adire direttamente ai “capi”, ovvero ai soci di maggioranza, ovvero agli amministratori, in quanto non sanno neppure chi sono. Comunque, le proteste sembra abbiano successo: a giugno vengono pagati insieme sia aprile che maggio, oltre al mese in corso. Si salta, si arriva a settembre, e viene pagato luglio. Il termine entro cui viene pagato lo stipendio è il 20 del mese, e ieri non era stata ancora corrisposta la “paga” di agosto.

E marzo? Ecco, per marzo arriva l’originale modalità che viene portata a conoscenza dei lavoratori, senza alcun accordo ufficiale, dal referente di cantiere. La mensilità di marzo viene “spalmata” sui 12 mesi, con un bonifico a parte, ogni 29 del mese, fino a esaurimento del tutto. La rata, sullo stipendio più “alto” (700 euro al mese, ricordiamolo) è di circa 60 euro. Ma a prendere sui 700 euro mensili sono i più fortunati: quindi, per gli altri, si tratta di 20, 30 euro al mese. Intanto, la prima rata di marzo viene pagata secondo l’accordo a maggio. Poi, a volte arriva, a volte no. Così, lo stipendio di 700 euro (per i più fortunati) viene a diluirsi ancora di più, in un allungamento che non giova affatto ai lavoratori, sia per l’esiguità della somma, sia perché, nel frattempo, affitti, mutui, bollette, non vengono affatto pagate “a rate”.

“Non hanno mantenuto neppure l’impegno verbale del recupero – dicono dall’Usb – di fatto, questi lavoratori, con uno stipendio spalmato sui 12 mesi in cifre irrisorie, che magari diventeranno 17, non arriveranno mai “in pari”. Inoltre, se per caso qualcuno di loro scivolasse nella morosità per il pagamento del canone di affitto, non si vedrebbe neppure riconoscere la morosità incolpevole, dato che si tratta di accordi verbali, senza nessuna ufficialità”.

 

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