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Cooperative sociali, si alza la tensione Breaking news, Cronaca

Firenze – Dagli educatori agli operatori del sociale, i lavoratori delle cooperative alzano il tono delle richieste. Infatti, in tempi di sospensione da coronavirus, continuano comunque ad ora svolgere un lavoro che non porà essere interrotto. E se il problema, ad esempio per gli educatori domiciliari, è quello di capire se le loro ore “perse” verranno pagate e meno, se le famiglie potranno contare su un salario o saranno lasciate allo sabaraglio, si affaccia anche quello danitario, per tutti coloro ad esempio che svolgono servizi sociali domiciliari, per gli operatori delle Rsa, per i lavoratori degli appalti alle cooperative, in buona sostanza.

Del resto, già ieri 10 marzo una lettera era stata inoltrata in via ufficiale da parte di Usb agli uffici comunali con le richieste che i lavoratori (in questo caso gli operatori della Cooperativa Di Vittorio) avanzano all’amministrazione e a cui ad oggi sembra, come comunicano dal sindacato, che non ci siano risposte se non “vedremo”. La lettera inoltrata alal Direzione Servizi Sociali del Comune, si rifà alle misure decise dall’ultimo DPCM del 9 marzo 2020, chiedendo:

1) la sospensione dei servizi secondari di pulizie e dei servizi esterni l’abitazione dell’utente. 

2) per i servizi essenziali di alzate, rimesse a letto e somministrazione del pasto, uscire dal domicilio dell’utente subito dopo svolto il servizio. 

3) essere retribuiti normalmente per le proprie ore contrattuali. 

Insomma, una sorta di tridente di rivendicazione irrinunciabile, che riguardano buona parte dei lavoratori degli appalti nei servizi sociali. 

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