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Coordinamento per la Democrazia Costituzionale, stop al massacro dei curdi Breaking news, Politica

Firenze – Continuano le prese di posizione contro la guerra di Erdogan volta all’abbattimento dei curdi, considerati “terroristi” dal governo di Ankara, nonostante il ruolo di “scudo” dell’Occidente contro l’Isis. La più recente, quella del Coordinamento toscano per la Democrazia Costituzionale, che dirama una nota stampa in proposito: “I comitati toscani aderenti al Coordinamento per la Democrazia Costituzionale chiedono al governo italiano, ai gruppi parlamentari, alle forze politiche, ai sindacati, ai media, di impegnarsi per fermare il massacro che Erdogan, – dittatore che ha distrutto in Turchia lo Stato di Diritto, che ha finanziato e offerto protezione logistica all’ISIS e che calpesta quotidianamente i diritti umani di tanti uomini e donne – si sta apprestando a compiere nei confronti del popolo curdo con l’invasione della regione della Rojava. Regione dove è in atto l’unico esperimento di democrazia reale in quella martoriata area e dove curdi, turcomanni, arabi, persiani, azeri ecc  convivono pacificamente in una comune responsabilità”.

Una presa di posizione che, oltre al tributo di sangue versato dai curdi nella lott contro il Daesh, guarda anche lla realtà democratica di questo popolo. “Noi riteniamo che distruggere la realtà democratica della Rojava sia una delle motivazioni, oltre al controllo su importanti aree petrolifere, della decisione del dittatore turco di ordinare l’invasione della Siria del nord, in aperta violazione della Carta ONU e della legalità internazionale”.

Conclude la nota: “L’Italia e l’Europa non possono restare in silenzio e tutte le realtà democratiche devono mobilitarsi.  Impedire a Erdogan di perpetrare questo crimine che – se realizzato – ridarà forza all’ISIS ed a tutti i gruppi fondamentalisti che hanno sinora dominato in medio oriente con gravi conseguenze anche per la sicurezza di tutti –  è un nostro dovere. Il CDC Toscano propone a tutt* di usare tutti i mezzi disponibili, compreso il boicottaggio economico, per esprimere la propria condanna dell’aggressione turca, e di realizzare nel più breve tempo possibile una manifestazione nazionale davanti all’ambasciata turca a Roma”.

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