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Corte d’Appello in affanno, manca personale Società

ll dato dell'aumento della durata delle cause penali presso la Corte d'Appello di Firenze è stato sciorinato stamattina nel corso della  relazione tenuta dal presidente della Corte Fabio Massimo Drago in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. “La durata media ha subito un aumento – spiega Drago – passando dalla media di 479,07 giorni a quella di 540,21″.

“La spiegazione del fenomeno – continua – è sempre riconducibile in massima parte alle carenze di personale di magistratura e amministrativo”. Trend in diminuzione invece per quanto riguarda  la durata delle cause civili, passata da 952 a 919 giorni, segnando un -3,47%. “Anche se trattasi di uno scarto di lieve entità – spiega Drago – essa denuncia comunque la solidità dei sistemi di smaltimento delle cause pendenti, se si tiene conto della diminuzione – nel periodo considerato – del numero medio dei magistrati presenti nel settore rispetto all’organico previsto”.

In diminuzione anche i processi d’appello relativi a reati contro il patrimonio (-43,64%) e ai furti in abitazione (-91,36%). In calo anche i procedimenti relativi all’indebita percezione di contributi o finanziamenti di Stato (-75%), e ai delitti di concussione e peculato (-100%), a cui si contrappone un aumento di quelli per corruzione (più 50%). “Naturalmente – spiega il presidente  Drago – i dati riflettono l’attualità di processi d’appello e quindi sono indicativi di un andamento che descrive una criminalità pregressa. Ma trattasi comunque di un segnale positivo sotto l’aspetto sociale, in gran parte da attribuire all’incessante ed incisiva opera di prevenzione di tutte le forze dell’ordine”.

Segno meno anche per i processi per omicidio volontario (-51,85%) e colposo anche derivante da incidente stradale (-45,45%). In calo del (56,52%) i procedimenti per stalking.

Aumento dei reati di usura. ”L’eccezionale aumento dei reati di usura (+32%)” è una ”significativa conferma delle gravi difficoltà economiche in cui versa il nostro Paese”. Campanello d'allarme importante, quello che fa squillare il procuratore generale della Toscana, Tindari Baglione, durante la sua relazione. Da luglio 2012 a giugno 2013, sul piano statistico e parlando della Toscana ”si sono rilevati aumenti percentuali pressoché per tutti i reati” ha spiegato Baglione, che ha poi sottolineato ”il forte, forse troppo forte, aumento dei reati tributari (+48,65%). Il che fa sorgere spontanea la domanda se sono aumentati i reati o sono migliorate le tecniche di indagine. Si ritiene di poter optare per la seconda ipotesi”.

Violenza contro le “fasce deboli” – ”Alla procura generale e nelle procure della repubblica del distretto particolare attenzione viene prestata alle problematiche connesse con i reati di violenza contro le cosiddette fasce deboli: minori, donne, persone anziane”, ricorda il procuratore generale della Toscana Baglione, che ha richiamato anche il ”tavolo di lavoro che riunisce tutti gli enti che operano nel settore, oltre agli organi di polizia giudiziaria” e il ”gruppo di lavoro cui partecipano anche magistrati della procura generale, della procura ordinaria nonché di procura e tribunale per i minorenni” creato ”in attuazione di un progetto promosso dal Comune di Firenze, dall’azienda Meyer e dall’associazione Artemisia” per tutelare ”i minori vittime di abuso sessuale e sfruttamento sessuale”.


Sostanze stupefacenti – ”Nel settore del traffico delle sostanze stupefacenti” c’è stata ”una sensibile contrazione dei sequestri di importanti partite di droga”. A illustrare la situazione del particolare settore,  l’ex procuratore della Dda toscana Giuseppe Quattrocchi, che cita l’annotazione di un pm fiorentino e aggiunge: ”C’è da valutare se tale inversione di rotta” sia legata ”alla più generale crisi economica”. Insomma, come scrive nella relazione Quattrocchi, la crisi non è indifferente neppure per le organizzazioni criminali, su cui ”inevitabilmente produce effetti a ricaduta non solo sulle attività lecite, ma anche su quelle delle organizzazioni criminali, vuoi per la mancanza di provvista, vuoi per la maggiore difficoltà nell’affrontare i rischi economici da perdita d’impresa criminale. Rimane invece forte il piccolo spaccio di piazza”.

Infine, per quanto riguarda le cosche mafiose, Quattrocchi da un lato ricorda ”l’incapacità, fin qui verificata, di inserimenti sul territorio di strutture capaci di assicurarsene il controllo” ma dall'altro sottolinea la ”capacità di penetrazione e utilizzo della rete economico-produttiva” toscana per il ”reimpiego di non indifferenti disponibilità economiche”.

Immigrazione e Prato – Prato è ”la capitale italiana dell’immigrazione, con 119 diverse etnie, fra le quali spicca quella cinese” ma il tavolo istituito al ministero per ‘Prato sicura’ ha dato risultati ”pressoché irrilevanti, se non nulli”. I dati si trovano nella relazione del procuratore di Prato, Piero Toni. ”In queste condizioni – scrive – la valutazione non può essere che preoccupata, giacché se non si provvederà tempestivamente ad adeguare il personale alle effettive necessità giudiziarie, è prevedibile un aumento dell’arretrato che progressivamente porterà alla paralisi del servizio giustizia”.

”L’amministrazione della giustizia nel circondario di Prato – conclude Toni – soffre della pressoché totale assenza di decisioni da parte del Ministero della Giustizia che, nonostante le relazioni, le statistiche, le delegazioni di forze politiche e sociali, gli appelli, e le segnalazioni degli organi istituzionali, non ha mai provveduto ad adeguare alle necessità gli organici degli impiegati addetti alla procura, che sono scandalosamente insufficienti”.

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