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Corteo Stop accoglienza business, i rifugiati: “Ora stabilità” Breaking news, Cronaca

Firenze – “Vogliamo vivere, non sopravvivere”. E’ questa, la richiesta di fondo che parte dal corteo, oltre 200 persone, che oggi ha percorso le vie del centro storico a Firenze. Una richiesta che arriva dopo anni di soluzioni temporanee, progetti a termine, aiuti promessi e spesso, quando arrivati, insufficienti. A cosa? Ad esempio, ad avere un lavoro stabile, che permetta di mantenersi una casa stabile, che consenta di progettare un futuro stabile. Dopo quasi 15 anni di permanenza a Firenze, la richiesta dei rifugiati, migranti, quelli che hanno occupato la struttura della Compagnia di Gesù dopo il rogo dell’ex-Aiazzone a Sesto Fiorentino in cui uno di oro, Alì Muse, è morto,  mette insieme molte sigle, molti movimenti, molte associazioni,  partiti, molti sindacati di base, molte bandiere e molti cittadini per dichiarare che la misura è colma, e non si può continuare a essere mezzi cittadini.

Ma è anche una manifestazione in cui molti cittadini dicono che non è più possibile affrontare emergenze come quelle di chi scappa dalla guerra con un welfare a pezzi, con una privatizzazione costante dell’accoglienza, insomma, con un sistema che si basa su volontariato e cooperative, con tutti i dubbi e i problemi di trasparenza che questo comporta. Importante il ruolo della casa, anche, dal momento che, come dichiarano molti fiorentini alle prese con il disagio abitativo, “Se si perde la casa, si finisce col perdere il lavoro, e se non si ritrova il lavoro, è impossibile ritrovare la casa”. Una spirale infernale che non conosce ne’ provenienza etnica o geografica, ne’ appartenenze religiose o convinzioni politiche, ma che è drammaticamente uguale per tutti gli esseri umani. “A fronte di un drammatico impoverimento delle classi sociali e alla speculare concentrazione di ricchezza in poche mani – spiegano dai sindacati di base – rimane un indistinto “popolo” che deve fare i conti con la quotidiana privazione degli stessi elementi fondamentali: cibo sano e sicuro, un tetto, il lavoro che rende possibile il formarsi della famiglia e il futuro dei figli. Di fronte a questo, diventa irrilevante da che parte del mondo provieni”. Insomma, la globalizzazione su cui gioca una buona fetta di quel mondo politico che siamo ormai abituati a definire “populista” potrebbe finire per portare a una nuova solidarietà fra ultimi.

no austerity“Il mondo non va certo in questa direzione – sorride Sara, una studentessa, con amarezza – ma iniziative di questo genere possono essere importanti”. Non per niente, uno fra gli slogan più gettonati e trasversali è “Casa subito”. Il corteo, partito da piazza San Marco, è giunto in piazza Duomo per poi snodarsi sotto il bargello in piazza San Firenze, piazza della Signoria e ritorno, in piazza dei Ciompi. Qui gli interventi si sono susseguiti, fra rifugiati, cittadini, appartenenti ai movimenti e alle associazioni. Infine il corteo si è sciolto.

La manifestazione, organizzata dal Movimento di Lotta per la Casa, ha visto la partecipazione dell’Usb, Asia, Cobas,  Rifondazione Comunista,  Partito Comunista dei lavoratori, molte associazioni, Cpa Firenze Sud, rappresentanze anche di altre città, oltre a vari esponenti della sinistra fiorentina.

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