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Corteo Usb e Cobas, “La protesta è contro l’aggressione al futuro” Breaking news, Cronaca

Firenze – Circa trecento alla partenza, in piazza Indipendenza, poi via via il corteo s’ingrossa, cresce e come un fiume in piena raggiunge piazza San Marco e poi via Cavour, riempiendo di striscioni, bandiere e protesta il centro di Firenze. E’ lo sciopero generale dei sindacati base, organizzato da Usb, Cobas e Unicobas, che hanno chiamato alla molbilitazione lavoratori, studenti, settore pubblico e privato, scuole. così, fianco a fianco, stanno i porfessori, gli studenti, i dipendenti delle Poste, il personale dell’Ataf, i dipendeti degli enti pubblici, insomma buna parte del popolo che racconta storie che stridono con i dati della ripresa. anna, sessant’anni, tra poco in pensione, dipendete delle poste, racconta: “sono in piazza perché a breve riceverò, dopo decenni di servizio, una pensione di circa 800 euro. Vedova, con un figlio che lavora a singhiozza grazie ai contratti dei nuovi lavori, davanti a me vedo solo una desolante vecchiaia, di quelle in cui non puoi neppure permetterti il lusso di ammalarti”. “E meno male che hai la casa – dice una collega, più giovane, sulla quarantina – pensa se u avessi dovuto pagare l’affitto …”. “Insomma, nella generale desolazione sono fortunata – continua Anna – anche se una riflessione è necessario farla. Dicono che sia aumentata l’aspettativa di vita, ma intorno a me vedo gente spesso malata, che si pone il problema delle cure mediche, dell’assistenza. Dov’è la dignità promessa dalla Costituzione per il lavoro?”.

scuola man

 

Una questione aperta, che ferisce, quella dell’aspettativa di vita. Ne parlano in tanti nel corteo, colorato e entusiasta, che s’avvia per le vie del centro. “Una mia collega – continua Anna – mi dice che sono tanti gli ottantenni che vede in palestra. Certo, ma bisognerebbe chiedersi quando sono andati in pensione: con baby pensioni magari, e comunque con un emolumento molto più alto di quello medio, dei nostri tempi. Come mai nessuno ha preso in considerazione l’indietreggiamento che l’aspettativa di vita ha avuto nel 2015? Forse perché nessuno vuole rivelare che l’aspettativa di vita è strettamente connessa all’impoverimento”.

 

 

 

 

mamma nonna figliaL’impoverimento: ecco l’altro grande tema che, assieme, alle pensioni da fame, viene dibattuto nel corteo, mentre volano gli slogan e la musica. “Il vero problema – dice Marco, impiegato dell’Inps – è radicato nel sistema che è stato posto in essere. Quando si ammazza il welfare pubblico per giungere alle privatizzazioni della salute e di tutti i servizi pubblici fondamentali, il segnale è che si è scelto quali sono i ceti da difendere. E non sono certo i lavoratori”. Insomma un segnale politico,secondo Marzia, che segue il corteo con la bandiera dell’Usb: “il dato che fa più male – racconta – è che anch’io, che lavoro 7 mesi all’anno e cinque me ne sto a casa senza sostegni e senza stipendio, con la sospensione dei contributi, entro nel novero degli occupati a tempo indeterminato. Di quelli regolari, con un buon lavoro”.

Che lo sciopero, al di là della Buona Scuola, del Jobs Act, della legge Fornero, sia diretto contro l’intero approccio sistemico che negli ultimi anni ha avviato una “rivoluzoione” che coinvolge sia lavoratori che rapporti di produzione che relazioni sindacali che diritti del lavoro, è molto chiaro per Stefano Cecchi, Usb: “Le leggi di cui vogliamo la liquidazione – spiega – non sono che le tappe di un percorso neoliberista che ha eroso e continua ad erodere la sfera di tutela del lavoro”. “Per questo lo sciopero è generale – interviene Alessandro Nannini, Cobas – è ora che il mondo del lavoro si mostri più reattivo e rialzi la testa. E’ una questione di dignità”.

partenza 1Intanto, arrivano i primi dati delle adesioni: trecento la cifra ufficiale, almeno mille i partecipanti, dicono gli organizzatori. Certo, il corteo è variegato. Colpisce la presenza di un trio di donne, mamma, nonna e figlia-nipote. Vale a dire: pensioni, lavoro, scuola. O il gruppo degli insegnanti, a poca distanza da quello degli studenti medi. La protesta è pacifica, non c’è neanche la solita corsa a chiudere le serrande dei negozianti sul cammino. La gente guarda, qualcuno si fa sulla soglia del negozio, qualcuno fa foto dalle finestre. L’età media si colloca fra i sessanta e i diciotto, ma anche 14-15 nel gruppo degli studenti.  Oltre alle facce “storiche”, Tommaso Grassi di Firenze riparte a Sinistra,  anche le bandiere di Rifondazione,  una bandiera rossa e nera dell’Anarchia e striscioni di Lotta Comunista oltre ai Carc e a una rappresentanza del Cpa, c’è anche un piccolo gruppo di M5S, con Silvia Noferi, consigliera comunale e una fuggevole comparsa dell’onorevole Bonafede. Il corteo confluisce in piazza Santissima Annunziata, dove si tengono i comizi finali e si tirano le fila. Per quanto riguarda i trasporti, aeroporti in tilt, treni quasi ovunque senza problemi, corse dell’Ataf senza grossi disagi, il disagio maggiore è previsto dopo le 15. Per quanto riguarda gli uffici pubblici e le scuole, a macchia di leopardo.

In mattinata, altre manifestazioni a Piombino, dove si sta giocando la vertenza Aferpi, Pisa e Livorno.

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