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“Cosa Bianca”, chi ne parla e chi la fa Opinion leader

La posizione di Matteo Renzi il Giovane, sindaco di Firenze e sfidante di Bersani alle primarie se tutto andrà come previsto, è singolare. Al centro di una campagna elettorale che si preannuncia molto intensa, la singolarità è che Renzi appare (e si comporta) esattamente come se i suoi "nemici" fossero all'interno del Pd piuttosto che fuori. In effetti, non ci sarebbe niente di strano: il sindaco fiorentino deve conquistare l'assenso della maggioranza degli elettori del Pd se vuole avere l'onere e l'onore di diventare il candidato ufficiale del centrosinistra alle prossime elezioni. Ma la sensazione che si ripropone è la stessa che aleggiava a Firenze quando si trattava di correre per le primarie a sindaco. Vale a dire, quella di parlare al Pd ma non solo; di passare messaggi trasversali, di rinfocolare simpatie che corrono per correnti sotterranee a toccare cuori e parole chiave un tempo comuni ad altre culture politiche.

E le reazioni sono singolari. Renzi spopola a Ponte di Legno, ex-feudo della Lega, e porta in piazza tanti cittadini quanto Bossi nei suoi momenti d'oro. Renzi piace molto a una parte del centrodestra che gli fa l'occhiolino quando si votano, in aula a Firenze, provvedimenti come la privatizzazione e vendita della zienda di trasporto puibblico, solo per fare un esempio che ha infiammato la città. Renzi riesce a riformare le maggioranze che lo sostengono con cambi al volo: ad esempio, sparisce Sel ma avanza Fli, qualcuno del suo stesso partito si ribella e non vota ma altrettanti dal centrodestra scendono in campo per dargli una mano. Così, la maggioranza che sostiene il sindaco a Palazzo Vecchio muta, si plasma e si riforma man mano che passano i provvedimenti. E se la sua stessa squadra soffre di improvvise defezioni (ultimo caso, l'assessore al bilancio Fantoni) la capacità dell'uomo a tappare le falle ha dello straordinario: imbarca subitaneamente 2 prestigiosi nuovi pezzi che, in sintonia col vento che tira attualmente sull'Italia, sono due inappuntabili e stimati tecnici e professori …

Insomma, attorno a Renzi sta prendendo corpo un'area trasversale di consenso che supera e travalica i confini dei partiti, almeno apparentemente. Solo in apparenza, in omaggio a un'Italia che s'è adattata al bipolarismo al meglio delle sue capacità, ovvero quasi per niente. Un'area che non è solo politica, ma anche (e forse soprattutto) popolare, come s'è visto nella ormai ex "città della Lega".
E dunque, forse è uno sbaglio misurare il consenso di cui Renzi gode solo sull'onda della caduta libera del centrodestra e della convinzione del centrosinistra che ormai sia giunto il proprio turno. Calcolando la capacità di muovere alleanze e maggioranze (e anche l'ostilità di tutta una serie di ex-margherita come la presidente Bindi)  si può forse dire che, senza annunci plateali o tentativi clamorosi Renzi sta rifacendo ciò di cui altri parlano; la "Cosa Bianca" forse, è più presente nell'alveo elettorale del sindaco fiorentino che nelle parole e nell'impegno di Casini &C. Insomma, e se Renzi fosse il primo vero leader democristiano dopo la frammentazione della Dc? …

Foto: Lettera43.it

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