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Cosa ci vuole per vietare il consumo di alcol per strada? Opinion leader

E’ diventato un flagello: ragazzi ubriachi che barcollano, vomitano, urlano, si svengono e si fanno violentare. E nel frattempo i loro schiamazzi rendono la vita impossibile per i residenti dei quartieri che sono “di moda notturna” nonché per quelli che devono pulire i detriti la mattina dopo. Però l’abbiamo fatto tutti – almeno credo. Io due volte, la prima volta avevo vent’anni ed era bourbon whisky, la seconda qualche anno dopo e il colpevole era una birra scura inglese. Non so cosa era peggio, vedere la stanza che mi girava intorno oppure il momento che la stanza si era finalmente fermata, e il letto ha cominciato a piroettare …Fatto sta che queste due esperienze mi sono bastate per una vita e quindi è difficile capire come questi ragazzi insistono, sera dopo sera…. Qualche anno fa ho conosciuto una signora che lavora in sala presso un grande albergo del centro che spesso ospita gruppi di studenti americani. La prima domanda che le fanno quando scendono per fare colazione (la prima ed ultima volta che usufruiscono di quel pasto) è “Can you drink on the street?”  ossia, possiamo bere per strada? Prima di tutto bisogna ricordarsi che non tutto ciò che è americano è buono, né è tutto cattivo o peggio stupido. A casa loro, a diciotto anni possono votare, possono arruolarsi nelle forze armate (prima, addirittura potevano essere chiamati alle armi senza il diritto di voto), ma non possono consumare neanche una birra leggera!. Stupido, nel mio modesto parere. Però nessuno può bere per strada. Regola che, umilmente ritengo molto saggia. Li vedo nel mio quartiere (fuori mura) già alle 5 di pomeriggio, passeggiando con le bottiglie di birra in mano, e sappiamo cosa succede intorno e dopo la mezzanotte! Inutile vietare la vendita di alcolici in vetro dopo le 22 – oramai, esiste il vino in “brick” come il latte e succhi di frutta, la birra in latina – come sempre, e ora ci sono anche miscele di super-alcolici in latina. Il divieto di  vendere alcolici “confezionati” dopo quella stessa ora è risultato completamente inefficace. E’ palese che I gestori dei “mini-market” che inquinano il centro se ne infischiano – basta fare suonare il registro di cassa.

La soluzione è facile. Sappiamo che i sindaci possono agire unilateralmente, con decreti o ordini – abbiamo l’esempio dei lavavetri ai semafori, ormai diventato “urban legend”. Un giorno, una persona vicina ad un assessore è stata importunata. Bastava poco e i lavavetri sono spariti (lasciamo stare che sono stati rimpiazzati da mendicanti di ogni genere e non meno fastidiosi soprattutto per conducenti femminili). Quindi, cosa ci vuole per vietare il consumo di alcolici – “super” e non – per strada?  Chi vuole bere può entrare in un locale, sedersi al tavolino o stare al banco se vuole risparmiare, o fermarsi ad un chioschino consumare (magari mangiando un panino con lampredotto…) e ripartire senza, però, portare dietro nè bicchiere, ne bottiglia, ne lattina. Ovviamente, il provvedimento necessiterebbe un piccolo sforzo da parte del Comune: la Polizia Municipale dovrebbe fare qualche turno in più – almeno all’inizio – e gli agenti dovrebbero essere muniti di quelle macchinette portatile per accettare pagamenti con carte di credito. Qualche multa di 200 euro – riscossi subito –  potrebbe bastare. Intanto verrebbe suscitato l’ira dei babbi che vedono arrivare l’addebito  sui propri conti, e poi la voce si spargerebbe con una velocità tale da smentire l’ultima trovata dei fisici che mette in dubbio le teorie di Einstein. Un tale divieto gioverebbe ai residenti, ai ragazzi e soprattutto alle ragazze ed anche, per un po’ di tempo, al bilancio del comune. E, quando smettono di commettere infrazioni bevendo per strada, troveremo un altro modo, altrettanto indolore,  per nutrire le casse comunali

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