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Cosimo Guccione, 21 anni, il più votato dopo Biti Politica

Le ultime voci lo danno in lizza per la poltrona di presidente del consiglio comunale. Ma ciò che ci si chiede, è se c’è un segreto per prendere, in tempi magri come i nostri per la politica, 1312 preferenze la prima volta che ci si presenta in una lista di partito e entrare in consiglio comunale come il secondo più votato dopo Caterina Biti. E’ vero, Cosimo Guccione era capolista del Pd, ma questo non dà che una parziale spiegazione dell’exploit. Così Stamp ha scambiato qualche riflessione  con la new entry del consiglio comunale – secondo più votato, dopo le 1664 preferenze di Caterina Biti, già assessore all’ambiente e dato in lizza per la presidenza dell’assemblea comunale. Dopo l’esclusione di presenze consolidate nel panorama fiorentino come Spini e Cruccolini (entrambi indicati spesso come possibili competitor proprio di quella poltrona verso cui verrebbe dato per papabile proprio il ventunenne), c’è da chiedersi se Guccione non sia l’esempio della necessità  di cercare un altro modo di fare campagna, indirizzato a target diversi o sviluppato tramite nuovi mezzi.
Facebook è stato importante, ma certamente non l’unica strada”, spiega Guccione, “tra l’altro ho ottenuto più preferenze che Mi piace alla mia pagina. La sfida vera è stata coinvolgere più persone possibile, creare un comitato di facce nuove che mi sostenessero e si mettessero loro stesse in gioco”.
Guccione ha appoggiato infatti un giovane candidato per ogni quartiere“La nostra è stata una squadra fin dall’inizio e i risultati si sono visti: i candidati ai quartieri sono entrati tutti tranne uno.”
Ma la campagna,  oltre all’organizzazione dei comitati e un pesante lavoro di social network, si è svolta anche sul campo secondo le modalità tradizionali: incontri in piazza, ai mercati, iniziative disseminate per la città.
“Tutti mi hanno sempre accolto bene; abbiamo parlato a lungo costruendo relazioni anche in breve tempo, mi hanno evidenziato le loro difficoltà e sono stati disposti ad ascoltare le mie proposte e la passione che mi ha spinto a candidarmi. Mi piacerebbe tornare nei luoghi dove ho incontrato la gente  per dimostrare un impegno serio e non fare come molti che dopo le elezioni si dimenticano delle persone. Il prossimo passo è trovare soluzioni condivise, elaborarle e portarle in Consiglio”.
Insomma, pare di capire, in tempi di leader spesso solitari come da tradizione, nel caso del giovane consigliere ciò che si è dimostrato vincente è stato il saper costruire una squadra, con sostenitori coinvolti personalmente. E ora, la corsa per la poltrona di presidente dell’assemblea comunale.
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