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Parte l’inchiesta Concordia. Il comandante in stato di fermo Cronaca

L'urto contro lo scoglio che ha squarciato la chiglia della Costa Concordia sarebbe avvenuto, secondo le spiegazioni del comandante Francesco Schettino e del direttore Costa Crociere Gianni Onorato, ad alcune miglia di distanza dall'isola del Giglio. E questo scoglio  non sarebbe segnalato dalle mappe di navigazione. La nave avrebbe così cominciato ad imbarcare acqua e proseguito la navigazione. Nella prima segnalazione fatta alla Capitaneria di Porto, è stato infatti riferito che la nave "imbarcava acqua". Successivamente, non riuscendo a gestire la falla, la nave ha invertito rotta puntando verso il porticciolo del Giglio, dove più facile sarebbe stato affrontare l'emergenza, evitando l'inabissamento. "Non è corretto dire che la nave era fuori rotta – ha detto il direttore Onorato –  E' stato un evento imprevedibile aggravato da una non prevedibile inclinazione della nave".  "Collaboreremo con le autorità preposte per fare tutti gli accertamenti necessari", ha aggiunto. Dopo gli interrogatori in Procura, che ha aperto un fascicolo, Schettino è stato fermato con la contestazione di diversi reati: omicidio colposo plurimo, naufragio e abbandono della nave mentre c'erano ancora molti passeggeri da trarre in salvo. Indagato anche il primo ufficiale in plancia, Ciro Ambrosio. Membri dell'equipaggio dicono che il capitano "ha osato avvicinarsi troppo".
La Capitaneria di porto di Grosseto ha aperto un'inchiesta su cause e soccorsi, che indagherà su tutto l’accaduto, anche a seguito delle dichiarazioni di alcuni passeggeri, che hanno lamentato l’inadeguatezza dell’equipaggio della Costa Concordia a gestire la situazione di emergenza. Anche i soccorsi, partiti immediatamente dall’isola del Giglio, sono stati concitati e probabilmente non del tutto organizzati. Intorno alle 2:00 sul ponte della nave inclinata su un fianco c’erano ancora 300 persone che attendevano di essere soccorse dagli elicotteri. Ha avviato un'inchiesta anche il ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture per accertare "dinamiche, cause eventuali responsabilità dell'affondamento".

La ricostruzione della tragedia a bordo
Partita da Civitavecchia con a bordo 4.000 passeggeri e circa 1.500 persone dell’equipaggio, la nave Costa Concordia era diretta a Savona per la prima tappa della crociera organizzata da Costa Crociere. Ha concluso il suo viaggio, invece, sulle secche dell’isola del Giglio. Il bilancio attuale è di 3 morti, e una quarantina  di feriti ricoverati in ospedale, 70 persone che mancano all'appello. Non si può escludere che questi numeri possano cambiare. Da accertare se le 3 vittime siano decedute a causa delle acque gelide o per altro tipo di malore. Dopo circa 2 ore dalla partenza, la crociera “Profumo degli agrumi” ha avuto il peggiore degli epiloghi. Erano le 21:00 e sulla nave si stava cenando. Ad un tratto uno scossone e la sala rimane al buio. Le stoviglie cadono dai tavoli e la nave inizia ad inclinarsi. Il comandante, che era a cena assieme ai passeggeri, invita tutti ad indossare i salvagente e ad avvicinarsi alle scialuppe. Per precauzione, dice. Tuttavia, come raccontano alcuni passeggeri, era chiaro che la situazione era critica. La Costa Concordia si era incagliata nelle secche di Punta Gabbiana, la punta più a sud dell’isola del Giglio (Grosseto) ed aveva iniziato ad imbarcare acqua. A causa di uno squarcio di circa 70 metri nella zona di poppa, la nave ha iniziato ad inclinarsi sul fianco destro. Una volta che i passeggeri si sono resi conto di quanto stava accadendo c’è stata un vero e proprio assalto alle scialuppe. Il personale di bordo, raccontano alcuni, è stato eccezionale nel soccorrere i passeggeri, ma la completa disorganizzazione all’interno della nave ha reso difficoltose le operazioni di evacuazione. Centinaia  le persone in preda al panico che si sono tuffate in mare, andando incontro alle acque gelate del Tirreno, cercando salvezza.
Mentre il comandante comunicava agli altoparlanti che si trattava di un guasto elettrico per cercare di tranquillizzare le circa 4.500 persone a bordo, la situazione si complicava. La nave iniziava ad inclinarsi sempre di più ed intorno alle 1:00 della notte di oggi, 14 gennaio, era praticamente sdraiata sul lato di destra. Solo la secca ha impedito alla Costa Concordia di finire completamente sott’acqua.
 

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