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Costa Crociere ribadisce: nessun clandestino a bordo della Concordia Ambiente, Cronaca

Che qualcuno abbia avuto accesso alla nave senza essere registrato, sostiene Costa Crociere, è impossibile. Vi sono rigidi controlli per coloro che salgono a bordo e tutti i passeggeri che viaggiano sulle navi Costa sono registrati ed autorizzati dal responsabile della sicurezza. È quanto la compagnia di navigazione ha comunicato oggi, 3 gennaio, in una nota diffusa per replicare alle accuse mosse dopo che è emersa una telefonata risalente al 13 gennaio nella quale un membro dell’equipaggio della Concordia parlava di ragazzi di età compresa fra i 13 ed i 16 anni che effettuavano lavori di facchinaggio ed alloggiavano nella stiva della nave da crociera. Il procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio, sta indagando per cercare di capire se questa telefonata sia la chiave di volta per capire se a bordo della Costa Concordia c’erano o meno clandestini. Da parte sua, Costa Crociere si difende ricordando di essere stata la prima compagnia di navigazione del mondo a sottoporsi spontaneamente alla certificazione di responsabilità e ad aver ripudiato il lavoro minorile. Tutti i membri che lavorano sulle navi Costa, ricorda la compagnia armatrice, sono dipendenti con un regolare contratto di lavoro.

Ultimatum a Costa Crociere dalla Francia: 11.000 euro a passeggero entro lunedì 6 febbraio
Il cattivo tempo è stato in qualche modo clemente con il relitto della Costa Concordia adagiato sul fianco destri nelle secche della Gabbianara. Nonostante il mare grosso ed il forte vento di Grecale, il relitto è rimasto stabile per tutta la giornata e non ha subito movimenti superiori a quelli regolarmente registrati negli scorsi giorni. Le operazioni di defueling, tuttavia, sono slittate ancora. Arpat rende noto che non sono state rilevate tracce di inquinamento nelle acque dell’isola del Giglio, ma si teme per un nuovo peggioramento delle condizioni meteo-marine. Frattanto, dopo l’annuncio della Procura di Parigi dell’apertura di un’indagine preliminare sul naufragio della Costa Concordia, un collettivo di passeggeri francesi sopravvissuti nella notte del 13 gennaio ha chiesto un risarcimento immediato di 11.000 euro alla compagnia armatrice. Costa Crociere avrà tempo, intima l’avvocato Bertrand Courtois, fino alle 17:00 di lunedì 6 febbraio per erogare la somma ai suoi assistiti. «In mancanza di risposta positiva, saranno avviate le azioni necessarie per la difesa degli interessi dei sopravvissuti», ha concluso il legale francese.

Decreto sulle rotte: gli ambientalisti premono, ma gli armatori rallentano
Il commissario europeo dei Trasporti, Siim Kallas, ha incontrato oggi, 3 febbraio, nella sede dell’Unione Europea di Bruxelles il board dell’European Cruise Council per discutere delle regole per la sicurezza della navigazione. «Il recente tragico incidente della Costa Concordia – ha dichiarato Kallas – ha dato nuovo slancio alla revisione ed al miglioramento delle norme di sicurezza a bordo» ed anche per questo la nuova proposta per la regolamentazione marittima europea verrà a breve presentata all’assemblea comunitaria. Tempi brevi, dunque, per l’Europa. Tempi lunghi, invece, per l’Italia. Il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, sta analizzando dai giorni immediatamente successivi alla strage un decreto sulle rotte di navigazione delle grandi imbarcazioni in prossimità delle coste. Nonostante la collaborazione dei tecnici del ministero dei Trasporti, però, è difficile stabilire quando questo decreto verrà emesso. Il testo è attualmente al vaglio dei tecnici, ma anche se questi dessero il loro benestare, potrebbero esserci altri motivi per rinviarne l’approvazione. Secondo indiscrezioni che filtrano in ambiente giornalistico da Roma, la lentezza nell’adozione del decreto sarebbe dovuta alle pressioni delle compagnie armatrici, le quali starebbero tentando di negoziare con il Governo circa le rotte di navigazione. Da lunedì 30 gennaio, invece, l’associazione ambientalista Greenpeace ha raccolto 24.000 firme per una petizione rivolta al ministro dei Trasporti, Corrado Passera, per spronarlo a produrre in fretta questo decreto. Il testo pensato dai ministeri dell’Ambiente e dei Trasporti, si apprende da fonti romane, prevedrebbe che le navi di grande stazza non possano avvicinarsi a più di 3 miglia marine dai confini delle aree marittime protette, regole più stringenti per la sicurezza dei trasporti via mare nel Santuario dei Cetacei, l’utilizzo del pilota autorizzato per le manovre di avvicinamento ed allontanamento nelle aree portuali e costiere, la limitazione del traffico marittimo nel canale di Piombino e nella laguna di Venezia.

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Foto: www.ab-web.it
 

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