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Costi della politica, 9miliardi l’anno al netto degli sprechi Cronaca, Politica

Confcommercio fa i conti in tasca alla politica, ma li fa al netto degli sprechi. Vale a dire, si limita a conteggiare quanto costa agli italiani tenere in piedi le assemblee legislative e dunque la rappresentanza politica dei vari livelli, da quello nazionale agli enti territoriali, e il conto dà questi risultati: oltre 9 miliardi di euro l'anno, corrispondenti a poco più di 350 euro per nucleo familiare, circa 150 euro a testa. Un valore che attiene a ciò che si “paga” per mantenere in piedi e funzionanti le istituzioni democratiche elette dai cittadini. Una spesa che Confcommercio ritiene tuttavia da doversi contenere in considerazione dell’alto livello di spesa pubblica (oltre il 50% del Pil, ricorda la nota) unito alla scarsa efficienza dell’apparato pubblico.  E la proposta è quella, avanzata da più parti, di diminuire il numero dei rappresentanti. Anche in questo caso, i conti sono presto fatti: applicando ai circa 154 mila rappresentanti politici dei vari organi collegiali nazionali e locali l'ipotesi – più volte ventilata e condivisa da più parti – della riduzione di poco più di un terzo del numero si avrebbe, infatti, un risparmio di spesa di oltre 3,3 miliardi all'anno. “Cifra sufficiente ad attuare una riduzione permanente di circa 8 decimi di punto della prima aliquota Irpef a beneficio di oltre 30 milioni di contribuenti o, in alternativa, ad ottenere permanentemente una somma di 2.900 euro all'anno da destinare a tutte le famiglie in condizioni di povertà assoluta. In entrambi i casi, si tratterebbe della più grande ed efficace operazione di redistribuzione mai effettuata nel nostro Paese”, conclude la nota di Confcommercio.
Del resto, altri dati, resi noti dall’Istat in questi ultimi giorni, rappresentano la difficoltà crescente delle famiglie di trovare “la quadra” del bilancio famigliare: la disoccupazione passa in settembre all’8,3% rispetto all’8% di agosto, interessando sia uomini che donne; quella giovanile arriva al 29,3%. Si aggiunge l’inflazione, in crescita dello 0,6% dei prezzi al consumo, che va a corrodere il già magro bilancio delle famiglie italiane.  

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