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Covid-19: vivere in Lombardia stretti dall’assedio del virus Cronaca

Prato – L’Italia sta attraversando uno dei momenti più difficili da un punto di vista sanitario dal dopoguerra ad oggi. Dopo una serie di iniziative volte ad arginare uno dei virus più aggressivi al mondo perché nuovo (non coperto dagli anticorpi), e in attesa del vaccino che non si sa quando sarà disponibile, in ampie zone della Lombardia si sono applicate severe misure volte a contenere il contagio.

La gente si organizza e nella zona della Brianza si è assistito per esempio all’assalto di uno dei supermercati più grandi di quel comprensorio con delle vere e proprie scene da Day After.

Ne parliamo con la signora E.A. residente a Seregno comune della Brianza, a 15 minuti da Milano e a 5 da Monza per capire come si vive adesso in quei paesi in cui sono state chiuse tutte le scuole, i cinema, i teatri, sospese le messe, vietate le manifestazioni ed eventi e gli assembramenti in luoghi pubblici.

È vero che i supermercati della zona sono stati svuotati in questi giorni in Brianza?

Personalmente mi sono mossa in ritardo ad esempio nel fare la spesa rispetto alle altre persone che conosco perché sono calma e razionale e quando ho detto a mio marito di fare un po’ di provviste è tornato a casa con altre cose perché gli scaffali di pasta e sughi ma anche di altri generi di prima necessità erano ormai vuoti.

La sua bambina sta andando a scuola?

La mia bambina che frequenta l’asilo nido ho preferito non mandarla a scuola ma già da diversi giorni.

Che vi dite tra voi mamme, avete un gruppo WhatsApp?

È una privata paritaria che per disposizione non vuole gruppi delle mamme preferendo comunicare le informazioni direttamente alle famiglie, ma la nostra preoccupazione  è forte e condivisa. Qualcuna dice che adesso bisognerebbe chiudere le frontiere italiane, ma non credo servirebbe.Il problema è che non si capisce ancora come questo virus sia arrivato in Italia.

Secondo lei sono state adottate le misure necessarie per ostacolare la diffusione del virus?

Penso che la prevenzione sia importante ma mi chiedo anche da mamma se la pericolosità di questo virus non sia stata sottovalutata dall’inizio. Al di là delle misure prese dalle singole regioni penso che in questi casi serva senso un forte senso civico e un approccio alla situazione non superficiale. Qui c’è poca gente per strada ma per le vie di Milano mi hanno detto che ce n’è ancora tanta .»

Cosa dicono gli abitanti del suo Comune?

Temono che il virus possa colpire  le persone più vulnerabili dunque i bambini e gli anziani. Inoltre preferiscono non recarsi dal pediatra e dai medici in generale perché potrebbero essere persone contagiate e  trasmettere il virus. Fortunatamente la pediatra di famiglia ci ha mandato un vocale sul cellulare in cui ci rassicura e ci dice cosa fare e come muoverci in caso di necessità. E in caso di dubbi scriverle via email.

Come si vive in un Comune chiuso?

Io vivo nel Comune di Varedo e dunque nella zona nord di Milano mentre Lodi con i comuni di quel comprensorio sono a Sud. Quei Comuni sono chiusi ma senza un vero e proprio controllo. Infatti mi hanno detto che uno studente che risiedeva lì appena saputo del virus è scappato dalla sua famiglia ad Avellino. E adesso pare che ci sia un giovane ricoverato  anche qui a Monza.

Lei ha una mamma che vive a Londra, il Coronavirus è arrivato anche in lì?

Il Covid-19 c’è anche a Londra. Ma sono abituati alle emergenze sanitarie perché è  una metropoli che accoglie tantissime persone e basta un valore riscontrato nelle persone non nei termini che immediatamente scatta l’allarme. È una capitale che conta più di 15milioni di abitanti e il governo ha adottato da sempre cordoni sanitari efficientissimi e all’avanguardia per le malattie infettive.  Si parla di 50/60 casi che sono un’inezia a fronte del numero degli abitanti. Mia madre la sento tutti i giorni per telefono ed è tranquilla. Mi farò mandare da lei le mascherine sanitarie che qui sono ormai introvabili.»

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