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Residenze, sì del consiglio alla sospensione delle cancellazioni Breaking news, Cronaca

Firenze – Trentatrè presenti,  favorevoli 23, contrari 6, astenuti 4: passa in consiglio comunale la mozione, presentata dai consglieri comunali di Spc Dmitrij Palagi  e Antonella Bundu, che ha per oggetto la sospensione delle istruttorie che riguardano le residenze. Un risultato molto importante, che riguarda tantissime persone, sospinto dall’emergenza coronavirus e che apre uno spiraglio nel tema residenze, da tempo al centro di un forte dibattito che comprende sia le rappresentanze politiche che il sistema sociale della comunità fiorentina.

Con l’atto che ha ricevuto il via libera oggi, interviene la sospensione dell’istruttoria degli atti che hanno ad oggetto la cancellazione di residenza per irreperibilità fino a che non sarà estinta l’epidemia Covid-19, oltre all’istituzione di procedure per consentire le iscrizioni anagrafiche, attraverso le modalità del lavoro agile a tutela del personale dipendente.

Soddisfazione da parte dei consiglieri Bundu e Palagi che hanno presentato la mozione e che ribadiscono: “Rimane aperta la battaglia politica e sociale presente sul nostro territorio da prima dell’emergenza sanitaria in cui siamo coinvolti, perché sia riconosciuto il diritto soggettivo e indiscutibile ad avere una residenza. In questa fase però era necessario dare una parziale risposta a quella parte della popolazione che vede negato anche solo l’accesso alla possibilità di ricevere aiuti, nonostante questi siano rivolti proprio a chi è in condizione di fragilità”.

Un atto utile non solo in quanto “la residenza è di fatto il primo riconoscimento di esistenza delle persone da parte delle istituzioni e in questo momento è indispensabile non venire meno a tale obbligo”, come spiegano i consiglieri, ma anche perché “essendo i Comuni chiamati ad attestare la permanenza sul proprio territorio, in settimane in cui è vietato spostarsi, è evidente perché sia necessario accettare l’iscrizione anagrafica, semplificando l’accesso ai medici di medicina generale e agli aiuti per i quali sono stati attivati i fondi a livello nazionale”.

 

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