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Covid, parte il nuovo modello di albergo sanitario assistito Breaking news, Cronaca

Firenze – Una sperimentazione che rimodula il concetto di albergo sanitario, potenziandolo con una presa in carico continuativa diurna da parte delle Usca (Unità speciali di continuità assistenziale), arruolamento di nuove strutture ricettive tramite bandi di manifestazione di interesse uguali nelle tre Asl, a cui si può partecipare fino al perdurare dell’emergenza, per reperire nuove camere. La finalità, quella di aumentare le attuali 937 camere dei 31 alberghi sanitari, già disponibili nelle tre aree vaste toscane (Centro, Nord Ovest e Sud Est) fino a 1.500 unità complessive. Le novità sono state spiegate oggi dal presidente della Toscana, Eugenio Giani e dall’assessore alla sanità, Simone Bezzini, insieme al dottor Ruggero Lapi, referente medico delle Usca Firenze, davanti all’Hotel Caravaggio di Firenze, in Piazza Indipendenza. Si tratta di uno dei 18 alberghi sanitari presenti nel territorio di competenza della Asl centro, che ha messo a disposizione 36 camere, di cui 9 ancora disponibili, e che fa parte dei tre nuovi modelli di albergo sanitario (gli altri 2 sono 1 a Prato e 1 a Montecatini) della nuova organizzazione avviata ieri.

Attualmente i 31 alberghi sanitari toscani sono così distribuiti: 18 nella Asl centro con 646 camere (446 già occupate); 10 nella Nord Ovest con 235 camere (132 occupate); 3 nella Sud Est con 56 camere (43 occupate). Le tre Asl toscane sono già tutte al lavoro nel reperimento di ulteriori strutture ricettive da destinare alla funzione di albergo sanitario fino ad almeno 1.500 camere per ospitare pazienti Covid, con caratteristiche cliniche tali da poter essere gestiti al di fuori dal ricovero ospedaliero con Usca dedicate in modo stabile, in orario diurno.

“Non si tratta di una novità assoluta – spiega l’assessore regionale alla sanità Simone Bezzini –  gli alberghi sanitari erano già stati previsti dal presidente Rossi in un’ordinanza della primavera scorsa, ci sono già oltre 900 camere attive in tutta la Toscana, l’ordinanza del 24 ottobre ne prevede l’aumento fino a 1500. Il problema tuttavia non è solo quello previsto inizialmente, vale a dire trovare una sistemazione congrua a persone che non hanno una condizione abitativa in grado di mettere in atto l’isolamento nella propria casa,  rispetto agli altri componenti della famiglia, che rimane tuttavia una questione;  vogliamo fare un altro passo in avanti, migliorare la presa in carico a domicilio dei pazienti, sintomatici e paucisintomatici, da parte del sistema sanitario. Ciò avviene attraverso le Usca, che sono strutture che noi abbiamo incrementato, che hanno una produttività limitata da condizioni oggettive, dovuta in buona sostanza agli spostamenti, alle vestizioni e alle preparazioni che servono. Secondo i dati forniti dalle Aziende, un’Usca può seguire da sei a otto pazienti, a seconda delle condizioni territoriali. Nostra idea, è quella di costruire realtà come l’hotel Caravaggio, con blocchi di pazienti di 50 unità per Usca”.

Il dottor Ruggero Lapi, referente medico delle Usca Firenze, spiega le modalità con cui agiscono le Unità speciali e il loro apporto al nuovo modello. “Siamo organizzati su due presidi, una parte nel presidio Santa Rosa e una parte in via Giampaolo Orsini. Siamo formati come attività da 16 medici per turno, sette giorni su sette, 12 ore al giorno, divisi  appunto otto e otto sui due presidi, affiancati da infermieri e operatori sociosanitari. Recentemente abbiamo avuto l’implementazione di altre figure professionali che sono i medici tracciatori, che hanno aderito al bando della protezione civile e i tecnici della prevenzione che danno una mano anche a predisporre i percorsi sporco-pulito nelle strutture. Il nostro lavoro si articola su tre grandi macroaree che sono la visita domiciliare medica, le Rsa in cui supportiamo il gruppo specialistico Girot e infine gli alberghi sanitari e come oggi, l’albergo sanitario assistito. La grande innovazione di questo nuovo albergo sanitario è che, mentre per i restanti alberghi sanitari andiamo ogni giorno a rilevare i parametri e a rispondere ai bisogni dell’utenza presente in struttura, partendo da una delle nostre sedi, l’albergo sanitario assistito vede invece un’assistenza da parte del medico Usca e infermieri Usca sulle 12 ore. Saranno presenti due figure sanitarie dalla mattina alle 8 fino alla sera alle 20 e per quanto riguarda la copertura notturna, in caso di necessità, sarà attivata la continuità assistenziale dell’area di competenza dell’albergo”.

“La nostra presa in carico non è solo clinica ma anche sociale – precisa Lapi – ogni giorno ci scontriamo con delle esigenze che riguardano anche questo aspetto, ad esempio un paziente senza fissa dimora che risulta positivo, o persone che vivono in un contesto famigliare non adeguato a un’isolamento”. Fra le figure professionali ci sono sia specialisti, sia specializzandi, sia medici che hanno un percorso di formazione in medicina generale e una parte di neolaureati.

““Gli alberghi sanitari sono un altro tassello importante nel mosaico della nostra battaglia anti Covid – dichiara Giani – stiamo potenziando l’offerta delle camere per pazienti Covid tramite un diretto coinvolgimento delle strutture ricettive del nostro territorio in ogni Area vasta della Toscana. Abbiamo già ricevuto diverse manifestazioni di interesse, indice di una concreta volontà di fare parte di quella rete di sinergie che abbiamo attivato per fronteggiare, tutti quanti insieme, l’emergenza pandemica, che stiamo vivendo. Siamo sempre costantemente al lavoro, pronti ad attivare ogni buona strategia di tutela della salute dei nostri cittadini. Domani firmerò un’ordinanza che poi dovrà essere coperta dal consiglio regionale che si riunirà martedì prossimo per il Creaf a Prato, si tratta di altri 500 posti, mentre, poche ore fa, sono stato alla Fortezza per vedere come va l’attività dei ragazzi che opereranno sul piano del tracciamento. Ad ora, sono 196 ragazzi per 130 postazioni alternati su due turni”.

Infine, una scheda con le informazioni circa la natura e l’attività degli alberghi sanitari.

Cosa sono

Gli alberghi sanitari sono strutture ricettivo-alberghiere destinate a ospitare le persone asintomatiche o pauci sintomatiche, risultate positive al Covid-19 e che per condizioni socio-abitative non hanno la possibilità di permanere a domicilio in sicurezza. Sono strutture a norma in materia di prevenzione incendi, con certificato di agibilità e collaudo statico e con tutti i requisiti previsti per l’esercizio di tale attività. Gli spazi dovranno avere la possibilità di creare una o più separazioni, con percorsi appositi per le persone e per il personale di servizio.

La struttura deve prevedere un ingresso unico per tutte le persone, con passaggio obbligato attraverso una postazione di accettazione alberghiera (in collegamento diurno con Acot -Agenzia per la continuità fra ospedale e territorio-, la quale comunica con i servizi territoriali) opportunamente fornito di dispositivi di protezione individuale (secondo normativa vigente) che verifica i dati anagrafici precedentemente inviati e ne predispone l’accompagnamento in stanza.

Il supporto-accompagnamento è curato da personale alberghiero, opportunamente fornito di dpi (secondo normativa vigente), che accompagna le persone alla stanza dedicata.

Chi vi accede

Hanno accesso all’ospitalità e ai servizi degli alberghi sanitari persone con positività accertata per Covid-19; asintomatici o pauci sintomatici in condizione clinica compatibile con la permanenza a domicilio e con requisiti socio abitativi non idonei al mantenimento in sicurezza del necessario isolamento. Vi possono accedere in orario diurno e notturno.

La presa in carico e la valutazione degli esiti del monitoraggio diurno delle condizioni cliniche della persona sono affidate al medico e al pediatra di famiglia, con possibilità di attivazione delle usca stabili (con il nuovo modello organizzativo), quando la struttura è inserita nell’ambito territoriale di competenza. Negli altri casi (struttura non inserita nell’ambito territoriale di competenza o persona senza medico o pediatra di famiglia) la persona sarà in carico all’usca di riferimento.

È garantito il monitoraggio infermieristico (condizioni generali, temperatura, saturazione, sintomatologia) diurno, e almeno giornaliero, dei casi.

È garantito il monitoraggio medico telefonico giornaliero, che è affidato al medico e al pediatra di famiglia, che può avvalersi dell’attivazione dell’Usca di riferimento per proiezioni all’interno della struttura.

Eventuale necessità di raccordo sanitario notturno sarà garantita tramite i consueti contatti con la Continuità assistenziale, dotata appositamente di saturimetri. In caso di urgenza i percorsi sono quelli garantiti dalla struttura del 118.

La gestione logistica della struttura, in caso di necessità, può prevedere il supporto della Protezione civile.

E’ previsto un servizio di sanificazione, con personale appositamente dedicato in gestione diretta e/o esternalizzata, che attui procedure di igiene ambientale idonee.

Visto il contesto di isolamento a cui sono sottoposte le persone ospitate in albergo, sono previste modalità di supporto per consentire alla persona l’acquisizione di farmaci, previsti da relativa prescrizione medica. Qualora necessario, con il supporto della Protezione civile, eventuali presidi/farmaci vengono consegnati attraverso gli stessi sistemi della normale quarantena domiciliare.

Non sono permesse visite esterne. Il personale alberghiero di supporto dovrà provvedere ad individuare modalità di consegna di effetti personali da parte dei familiari della persona.

L’occupazione degli spazi comuni da parte delle persone ospitate non è permessa.

I servizi garantiti:

  • alberghiero. Nel momento della pulizia della stanza il paziente potrà uscire dal locale mantenendo le precauzioni previste nei confronti del personale e di eventuali altri ospiti;
  • lavanderia. Il servizio di lavanderia dovrà essere atto a garantire adeguate norme igieniche previste per il contesto pandemico;
  • ristorazione. Il servizio dovrà prevedere la consegna del pasto in camera con materiale monouso;
  • sorveglianza ambientale;
  • monitoraggio sanitario;
  • supporto tecnologico specifico;
  • defibrillatore blsd;
  • dpi secondo normativa vigente per le persone ed il personale di servizio e personale sanitario;
  • comfort per le persone (es. connessione wifi, televisione);
  • saturimetri e termometri a disposizione del personale sanitario;
  • kit di dotazione individuale (termometri);
  • se disponibili, dispositivi indossabili (wearable) di supporto al monitoraggio sanitario;
  • se disponibile, dispositivi videoterminale che permettano televalutazioni;
  • potrà inoltre essere attivato, previa indicazione del medico/pediatra di famiglia e dell’Usca:
  • supporto telefonico per educazione sanitaria
  • supporto telefonico per automonitoraggio dei sintomi
  • televalutazione della persona per monitoraggio dei sintomi
  • verifica attivazione percorso per accertamento dello stato di positività per Covid-19 /tamponi al fine di individuare tempestivamente la possibilità rientro a domicilio.

Il requisito per il rientro a domicilio è l’accertata negatività a Covid-19. La gestione operativa dei posti letto è a carico delle articolazioni zonali, che si organizzano per la parte di monitoraggio sanitario con medico/pediatra di famiglia, usca, centrale di continuità assistenziale, acot di riferimento, e i servizi infermieristici territoriali.

 

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