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Covid, per bambini e adolescenti impatto sanitario meno grave, decisivo quello sociale Breaking news, Cronaca

Firenze – Da inizio pandemia, gli adolescenti e i bambini positivi al Covid in Toscana sono stati  circa 8.000.  Ad ora, nessun caso letale. Ma se il virus  ha toccato sin qui l’1,5% circa degli under 18 toscani, i disagi per le misure di distanziamento hanno riguardato la totalità dei circa 550.000 bambini e adolescenti della nostra regione.
E’ stato questo il tema di fondo del convegno online dedicato alla tutela dei diritti di bambini e adolescenti ai tempi dell’emergenza sanitaria; un evento organizzato da Regione Toscana e Istituto degli Innocenti in occasione della giornata internazionale dei diritti del fanciullo, che ricorda quando,  31 anni fa, fu approvata la Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia dall’Assemblea delle Nazioni Unite, che contiene a livello internazionale i principi cardine per la tutela, la protezione, il sostegno dei minori.

L’iniziativa, aperta dall’assessora regionale all’istruzione Alessandra Nardini e conclusa dall’assessora alle politiche sociali Serena Spinelli, ha messo in luce come gli effetti della pandemia sugli under 18 siano stati meno significativi dal punto di vista sanitario, rispetto all’impatto sociale.
Se, sempre secondo i dati sanitari diffusi dall’Ars, agenzia regionale di sanità, in virtù delle recenti restrizioni sulla frequenza a scuola, è già in calo la curva dei contagi tra gli adolescenti, non si attenuano invece per i più giovani le difficoltà di socializzazione: “L’emergenza coronavirus – ha evidenziato  Serena Spinelli  –  tocca severamente  i bambini e i ragazzi, che vedono in gran parte interrotte le loro reti di relazioni sociali ed educative, spesso convertite in forma on-line e “a distanza”. Ma sappiamo bene quanto sia difficile da accettare, per un bambino o un ragazzo, il concetto di “distanziamento interpersonale”. A maggior ragione i periodi di isolamento e le conseguenze economiche di questa situazione hanno sin qui avuto ripercussioni negative sulle famiglie più fragili, più problematiche con ripercussioni inevitabili sui figli. ”.

“Tutto questo – continua l’assessora – ci spinge a mobilitare tutte le energie possibili per essere vicini ai nostri ragazzi e sostenerli in questa prova particolarmente difficile. Devo dire che sin qui i nostri servizi hanno tenuto, non si sono fermati, anzi hanno saputo adattarsi alla nuova situazione, riuscendo a  convertirsi anche in forme e modalità nuove per garantire il rispetto e la tutela dei diritti delle bambine e dei bambini, delle ragazze e dei ragazzi, ma anche a mantenere, anche a distanza, una presenza calda, accogliente, vicina. Ci tengo quindi a ringraziare tutti gli operatori dei servizi territoriali, gli uffici ed enti regionali coinvolti, per l’impegno costante e quotidiano; in un periodo estremamente complicato sono riusciti a dare un supporto e un servizio fondamentale per i nostri minori.”

“Crediamo che nessuna bambina, nessun bambino debba avere meno diritti  e meno opportunità degli altri: per questa la Toscana in questi anni ha sempre  investito economicamente e culturalmente sull’infanzia”  ha evidenziato Alessandra Nardini .
“Questo impegno a garantire le stesse opportunità a tutti – ha continuato – è ancora più stringente ora, in una fase storica in cui la pandemia rischia di accentuare le disuguaglianze economiche, sociali e territoriali.”
“Siamo convinti che i servizi per l’infanzia costituiscano un preciso impegno politico per il futuro, un impegno che si traduce in opportunità per le bambine e i bambini, nel sostegno alle famiglie, nella attenzione alla conciliazione tempi di vita – tempi di lavoro”. “Non vogliamo mancare – ha concluso – a quella promessa fatta 31 anni fa  che resta attualissima:  anche in un momento difficile come questo non possiamo, non dobbiamo fare passi indietro sui diritti di nessuna persona e a maggior ragione sui diritti di bambine e bambini”.

A riprova di questo impegno, nel corso dell’evento è stato presentato un video, preparato per l’occasione, in cui è stato documentato  l’impegno del sistema dei servizi toscani per garantire i diritti delle bambine e dei bambini ai tempi del Covid. Nel video sono state rappresentate le principali azioni a tutela e protezione dei minori, di accompagnamento alle famiglie in difficoltà e di prevenzione del disagio. Una azione globalmente orientata sulle tre P evocate dal progetto Pippi, ispirato alla famosa  protagonista del romanzo di Astrid Lindgren: prevenzione, protezione, promozione. Una azione che quest’anno si è intensificata per far fronte a necessità sempre maggiori, dovute alle crescenti difficoltà economiche di molte famiglie, e alla difficoltà di gestire i periodi di isolamento.

Ma qual è l’ambito operativo dei servizi sociali per l’infanzia in Toscana? Secondo i dati raccolti dal Centro  regionale sugli interventi per bambini e ragazzi in famiglia e fuori famiglia sono circa 30mila ogni anno i minori presi in carico (dati 2019) di cui 1.289 in affidamento familiare e altri 759 accolti nelle comunità operanti sul territorio. 
Sul fronte delle famiglie  l’intervento di educativa domiciliare raggiunge  4.500 minori e 3.600 famiglie. Inoltre, in un anno sono 9.000 famiglie e 14.000 minori sono coinvolti in forma di assistenza economica.
Della rete sociale regionale fanno parte 114 comunità per minori, 30 centri diurni, 24 centri affido e 4 centri adozione.

Importante anche l’azione educativa nella fascia 0-6 anni.  In Toscana si raggiungono e si superano gli obiettivi posti dalla Comunità europea con una copertura media regionale per il periodo 0-3 anni del 39%  (l’obiettivo di Lisbona è del 33%) in cui i nidi rappresentano l’offerta più ampia.
Per la scuola dell’infanzia (3-5 anni) i bambini iscritti  sono circa 85mila per una copertura effettiva pari a circa il 94%.

 

 

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