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Crash Trōades: da Euripide a Cauteruccio Spettacoli

Crash Trōades, spettacolo prodotto all’interno di TU – Teatro Urbano, Progetto di Alta Formazione Artistica e Tecnica della Regione Toscana – con cui  Giancarlo Cauteruccio concretizza un percorso avviato negli ultimi anni e dedicato alla formazione creativa teatrale – arriva martedì 11 al Teatro Studio di Scandicci.
A questo cantiere creativo hanno preso parte attiva 15 allievi tra attrici, danzatrici, cantanti liriche e operatori della scena, e questo cantiere ha compiuto un particolare viaggio teatrale nella Toscana, da San Gimignano, a Piombino, fino all’area metropolitana di Scandicci, punto d'approdo dell’iter.
Il titolo Crash Trōades è una sintesi tra l’immaginario di J.G. Ballard e il titolo antico del testo euripideo, una tessitura drammaturgica che si innesta nella tragedia greca, e nelle pagine di due autrici testimoni di immani tragedie dei nostri giorni: Anna Politkovskaja con Cecenia e la rwandese Yolande Mukagasana con Le ferite del silenzio. Dieci le interpreti (e come si legge, tutte donne): cinque attrici, Laura Bandelloni, Irene Barbugli, Debora Daddi, Martina Lino e Flavia Pezzo, tre cantanti liriche Hitomi Ohki, Elisa Prosperi e Maria Elena Romanazzi e due danzatrici, Martina Belloni e Daniela Ranzetti. Le musiche elettroniche originali di Marco Puccini interagiscono con il canto lirico dal vivo, mentre la voce off di Fulvio Cauteruccio  segna l’inizio e la fine  dello spettacolo. I costumi di  Massimo Bevilacqua sono abiti da sposa contaminati con il fuoco e con la terra, in omaggio alle celebri combustioni di Alberto Burri.
A proposito del soggetto e della messa in scena, Cauteruccio ha scritto: “CRASH TRŌADES è ispirato a “Le Troiane” di Euripide che, nel repertorio del teatro greco, è la tragedia meno classica, in un certo senso rivoluzionaria. Pur svolgendosi canonicamente nel rispetto delle tre unità aristoteliche (tempo, luogo e azione), qui tutto è già avvenuto, la città è caduta, le vittime sono quasi tutte morte e gli dei si limitano ad annunciare la propria presenza in un prologo, per poi abbandonare la scena definitivamente. In questo lungo day after rimane una dolentissima umanità di donne, con al centro la regina Ecuba che piange i propri morti e dialoga con le figlie, con le spose ormai vedove dei figli, alla ricerca di una ragione, di un pensiero che tenga ancora insieme il mondo. Nella tessitura drammaturgica del lavoro si innestano le storie di altre tragedie, attraverso la parola di due donne, due autrici contemporanee che hanno avuto la forza e il coraggio di raccontare l’insensatezza della guerra e della sopraffazione: il massacro dei Tutsi nel Rwanda narrato da Yolande Mukagasana in “Le ferite del silenzio”, e la Cecenia cui ha dato voce Anna Politkovskaja, pagando ogni giorno, fino alla fine, un prezzo altissimo. Questo ponte lanciato tra i secoli, tra il mito e la realtà, ci rende  tristemente consapevoli del fatto che Troia continuerà a subire assedi, in altri luoghi e in altri tempi e sotto altri nomi, e per ragioni anche più vili di una moglie rapita. Sappiamo che le parole di Cassandra e Andromaca si ripetono e si ripeteranno, metafora di un continuo capovolgersi tra l’ordine e il caos, ribadendo ancora una volta la circolarità delle vicende umane”.
In occasione delle repliche di   Crash Trōades, sabato 15 dicembre alle ore 18.30 la scrittrice Lidia Ravera terrà un incontro sul tema  della violenza sulle donne. (PB)

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