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Credito alle imprese, miglioramento in Toscana, ma solo per quelle “grandi” Economia

Firenze – I segnali positivi ci sono, anche se riguardano per lo più le imprese più strutturate. Nelle piccole o micro imprese invece le difficoltà di credito da parte degli istituti bancari rimangono; anzi, ci trova di fronte a significative flessioni.

E’ questa in estrema sintesi la fotografia scattata da Unioncamere toscana, che riscontra una serie di segnali positivi nel primo trimestre dell’anno. Infatti, nei primi tre mesi del 2015  i prestiti verso le imprese (-0,1% al netto delle società finanziarie) ed i finanziamenti alle famiglie (+0,2%) residenti in Toscana risultano sostanzialmente stabili rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. “Per quanto riguarda le imprese in particolare – sottolinea Unioncamere toscana  –  l’andamento dei prestiti erogati conferma l’ingresso in una fase di stabilizzazione, dopo le contrazioni registrate nel biennio 2012-2013”.

Un altro significativo dato conferma la disaggregazione settoriale in corso nel sistema produttivo regionale. Infatti, mentre per  la prima volta dopo 13 trimestri  consecutivi, i prestiti alle imprese manifatturiere e dei servizi mostrano finalmente un segno positivo pur con crescita leggerissima rispetto al primo trimestre del 2014, rispettivamente +0,1% e +0,4%, rimangono ancora in area negativa il credito alle imprese appartenenti al settore delle costruzioni (-1,4%). Nonostante, anche in questo caso, si intravedano segnali di miglioramento segnali di miglioramento.

Da sottolineare un altro dato: la stabilizzazione dei finanziamenti “premia” le imprese più strutturate. E’ in quest’ambito infatti che si rileva un leggerissimo aumento, pari a +0,3%. Il credito bancario alle piccole imprese invece resta sotto il segno della contrazione, segnando un -1,5% che si trasforma in un  -3,6% per quanto riguarda le imprese artigiane.

Infine, per quanto riguarda le condizioni di accesso al credito, i tassi d’interesse rimangono pur sempre elevati, pur non giungendo più ai picchi dell’anno terribile, il 2013. Per quanto riguarda i tassi di interesse sui prestiti a breve termine concessi dalle banche, per le imprese di piccole dimensioni  si continua a stazionare su valori relativamente elevati, pari a 9,2% mente dal punto di vista settoriale sono  le imprese del settore delle costruzioni a collocarsi in cima, con  8,9% di taso d’interesse richiesto.

In diminuzione i tassi d’interesse a medio e lungo termine, rapportandosi all’inizio del 2014. I valori si attestano al 2,9% per le famiglie ed al 2,8% per le imprese. Il miglioramento delle condizioni di accesso al credito per quanto riguarda i finanziamenti a più lunga scadenza, risente sicuramente, spiega la nota di Unioncamere, ” delle forti iniezioni di liquidità nel sistema bancario attuate grazie alle operazioni di rifinanziamento della BCE”.

Infine, prendendo in esame il tasso di decadimento di credito erogato alle imprese (che misura il rapporto fra flusso di nuove sofferenze e consistenza dei prestiti in essere all’inizio del periodo) emerge la sua sostanziale stabilità rispetto ai livelli di fine 2014, ovvero si attesta sul 4,9%. Due riflessioni sono necessarie: da un lato, il confronto con il tasso di decadimento pre-crisi, che alla fine del 2008 non arrivava ancora al 2%, dal’altro che, se il peggioramento del tasso di decadimento ha interessato tutti i settori, nell’edilizia è giunto al 10, 1%.

“La questione del credito è stata al centro della crisi degli ultimi anni, agendo in senso pro-ciclico e contribuendo pertanto ad aggravare l’ampiezza e la profondità dei fattori recessivi – commenta Andrea Sereni, Presidente di Unioncamere Toscana – ed altrettanto cruciale resta in una fase in cui, come l’attuale, si cominciano a registrare segnali di ripresa sul fronte congiunturale. Nel complesso le erogazioni di prestiti al sistema economico-produttivo hanno smesso di arretrare, ed è incoraggiante rilevare come l’accesso al credito stia migliorando anche in virtù dei rifinanziamenti operati dalla BCE. Tuttavia, gli effetti della prolungata fase di crisi ed una ripresa che si annuncia per il momento moderata non consentiranno una riduzione significativa degli indici di rischio e, a meno di operazioni straordinarie di cessione, l’ammontare di crediti in sofferenza generati nel corso degli ultimi anni continuerà a pesare in maniera significativa sul sistema. I sintomi di stabilizzazione nell’andamento dei prestiti erogati alle imprese sono inoltre tutt’altro che generalizzati, dal momento che resta per il momento esclusa una larga parte di piccole e micro imprese che, come noto, costituisce una componente fondamentale del nostro sistema economico”. 

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