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Il Credito Cooperativo di Cambiano dona 100 defibrillatori Foto del giorno

Castelfiorentino (Firenze) – “Il tuo Cuore al sicuro”, il progetto della Banca di Cambiano per i suoi 130 anni dalla fondazione, nel 1884,  di donazione di 100 defibrillatori alle realtà scolastiche, associative e sportive del territorio che ne erano sprovviste, con annessa formazione e abilitazione all’utilizzo di 100 persone, ha visto  sabato e domenica due nuove tappe: Certaldo e Poggibonsi.

Dopo la prima cerimonia di donazione a Castelfiorentino ( per i comuni di Castelfiorentino, Castelfranco di Sotto, Empoli, Fucecchio, Montespertoli, Orentano, San Miniato, Scandicci e Vinci),  sabato 20 è stata la volta di Certaldo (per i comuni di Certaldo, Gambassi, Montaione, San Miniato) e di Poggibonsi ( per i comuni di Poggibonsi, Barberino Val d’Elsa, Castellina in Chianti, Colle di Val d’Elsa, San Gimignano, Sambuca Val di Pesa, Staggia Senese, Tavarnelle Val di Pesa).

Anche questo fine settimana la Banca  ha consegnato i defibrillatori ai destinatari  non al chiuso di sale  istituzionali o di rappresentanza, ma in tre piazze cittadine alla presenza di molte persone, attirate anche dalle simulazioni che il 118 di Empoli e di Siena, che hanno formato e rilasciato gli attestati, guidate rispettivamente da Alessio Lubrani e Marcello Montomoli, che hanno sottolineato l’importanza di saper far fronte all’emergenza anche da parte dei familiari dell’infortunato, mantenendo la calma per concentrarsi nel primissimo soccorso,  seguendo le indicazioni telefoniche dell’operatore del 118, in attesa dell’arrivo dell’ambulanza.

“Formare il maggior numero di persone, vuol dire anche renderle più sicure, aiutarle a mantenere il giusto distacco in situazioni d’emergenzaperriuscire a intervenire tempestivamente: è questo il lascito, il patrimonio immateriale che abbiamo voluto donare al territorio, oltre a quello materiale dei defibrillatori. La cultura del primo soccorso, molto diffuso in altri Paesi, ha detto il Direttore generale Francesco Bosio, è di capitale importanza per la  salute della nostra comunità”.

Il defibrillatore può essere utilizzato infatti nella primissima fase della rianimazione anche da personale non sanitario e non medico, che deve pero essere opportunamente formato ed abilitato, come previsto dalla normativa vigente.

Il defibrillatore semiautomatico esterno è indispensabile per trattare l’arresto cardiaco improvviso ed è divenuto obbligatorio anche per le associazioni sportive dilettantistiche. Questo dispositivo salvavita è in grado di individuare le anomalie nel battito cardiaco e di agire in modo tempestivo sugli infortunati. Grazie ai comandi vocali emessi si dimostrano efficaci nell’iter di pronto intervento in caso di arresto cardiaco.

Ogni anno in Europa ne sono colpite  circa 100 mila persone; in Italia si registrano più di 65 mila casi all’anno. Il tempo d’intervento è limitato: dopo 2 minuti dall’arresto cardiaco ci sono  ancora l’80% di possibilità di essere salvati. Dopo 8 minuti le possibilità si riducono solo al 20%; non devono passare più di cinque minuti per evitare danni celebrali.

Paolo Regini, presidente della Banca ha portato il saluto in entrambe le occasioni  dicendo:  “Siamo contenti  di festeggiare i 130 anni della Banca con questa importante donazione.  Siamo certi che i defibrillatori porteranno benefici a molte strutture scolastiche, sportive e associative che ne erano sprovviste:  essere vicini  alle persone, nei diversi momenti della loro vita,  è sempre stato nel dna della nostra Banca. E siamo qui a testimoniarlo con i fatti.».

Hanno consegnato i defibrillatori e gli attestati a Certaldo il vicedirettore generale Giuliano Simoncini  e a Poggibonsi il  capoarea Michele Gori, che hanno ribadito quanto il rapporto tra banca e  territorio sia forte e si sia consolidato negli anni (31 anni per Certaldo e 18 per Poggibonsi), grazie al rapporto di stima e di fiducia  reciproca. “Tanto che, nonostante oggi la Cambiano sia la maggiore Banca di credito cooperativo della Toscana e quarta d’Italia, viene ancora affettuosamente chiamata “la banchina”, ha detto Simoncini.

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