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Credito Cooperativo Fiorentino alla ricerca di un nuovo partner Notizie dalla toscana

Stando alle indagini dei commissari di Bankitalia, incaricati di analizzare i conti del Credito Cooperativo Fiorentino dopo che erano emerse appropriazioni indebite durante la gestione dell’istituto di credito da parte di Denis Verdini, le perdite causate alla banca di Campi Bisenzio (Firenze) dalla malagestione dei vertici amministrativi si aggirerebbero intorno ai 27 milioni di euro. Le perdite, in particolare, sarebbero dovute all’acquisto di immobili a prezzi superiori al loro valore di mercato, ad anomali finanziamenti a carico di dirigenti e di personaggi illustri del panorama politico italiano (come Marcello Dell’Utri), ad affidamenti avvenuti senza alcun controllo relativo al possibile conflitto di interessi (soprattutto a favore della Baldassini-Tognozzi-Pontello, al tempo presieduta da Riccardo Fusi), nonché a considerevoli somme versate sui conti personali dello stesso Verdini o di aziende come Paverd s.r.l. e Manifattura Tabacchi. Nell’inchiesta sui Grandi Appalti sono coinvolti gli ex vertici dell'istituto bancario campigiano. Oltre all'ex presidente, Denis Verdini, l'intero è infatti indagato l’intero consiglio di amministrazione (Enrico Luca Biagiotti, Simonpiero Ceri, Franco Galli, Mauro Marcocci, Marco Rocchi e Fabrizio Nucci). Sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti anche l'ex direttore generale, Italo Biagini, ed i sindaci revisori Antonio Marotti, Luciano Belli e Gianluca Lucarelli. Il Credito Cooperativo Fiorentino, in amministrazione straordinaria dal 27 luglio scorso per decreto del ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, per salvarsi dovrà trovare un nuovo partner. Altrimenti rischia la liquidazione.

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