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Credito cooperativo, operazione salvataggio conclusa Economia

 L'ultimo atto dell'operazione di salvataggio, la firma con cui ieri il Fondo di garanzia dei depositanti del Credito cooperativo ha acquisito gli 83 milioni di euro di sofferenze bancarie del Ccf, la banca guidata fino al luglio 2010 da Denis Verdini e poi commissariata per irregolarità nella gestione. Chiantibanca, nata dalla fusione delle Bcc del Chianti Fiorentino e di Monteriggioni, ha acquisito a una cifra simbolica 171 mln di impieghi e 350 mln di depositi, oltre ai sette sportelli sparsi sul territorio che presto avranno il nuovo marchio. Non cambia nulla per i correntisti, mentre invece i soci del Ccf messo in liquidazione si ritrovano con un pugno di mosche: Chiantibanca dalla prossima settimana proporrà loro l'ingresso nella nuova compagine.
Ma l'istituto è in grado di affrontare la sfida, così come hanno ritenuto i commissari di Bankitalia? L'intervento del Fondo di garanzia è decisivo: oltre ad acquisire le sofferenze, garantirà infatti fino a una quota di 32 mln i 48,3 mln di incagli lordi del Ccf passati alla nuova proprietà, e coprirà lo squilibrio patrimoniale di 15 mln che è stato rilevato dai commissari. Quindi con l'acquisizione la Bcc chiantigiana passerà ad avere un Core Tier 1 del 13,3% (era del 14,9%), quindi con una solidità patrimoniale lievemente minore ma ampiamente dentro i rigidi standard di Basilea 3, e un'incidenza degli incagli sugli impieghi del 7,2% (dal precedente 3,9%). L'incidenza delle sofferenze nette sugli impieghi, grazie al Fondo, rimane stabile all'1,5%. Adesso sta al presidente di Chiantibanca Claudio Corsi e al direttore generale Andrea Bianchi far riprendere a pieno regime l'operatività degli sportelli ex Ccf, che nei mesi del commissariamento hanno accusato una perdita di qualche decina di milioni di euro in depositi, mantenendo i livelli occupazionali (anche se i vertici ritengono che sia prematuro confermarlo al 100%): la Bcc campigiana contava 60 dipendenti. E poi un po' di naturale pulizia nel patrimonio acquisito, anche immobiliare. Dove spicca un appartamento in Sardegna, a Porto Rotondo. Non certo grande quanto la berlusconiana Villa Certosa che sorge in loco, ma difficilmente considerabile un immobile strumentale, per la banca di Verdini.

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