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Crescita moderata e rallentata: Pil + 0,1% a fine 2015 Economia

Roma – In un quadro di indebolimento della ripresa globale, l’economia italiana si evolve a ritmi moderati anche nel primo trimestre del 2016.  Segnali positivi provengono dal settore dei servizi e dalle costruzioni a fronte di una dinamica meno favorevole nell’industria ed in particolare nel manifatturiero nel quale a febbraio calano fiducia e attese per i prossimi e mesi. Gli ultimi dati Istat, divulgati oggi da Istat con la “Nota mensile siull’andamento dell’economia italiana, mostrano un miglioramento dell’occupazione, soprattutto quella a tempo  indeterminato, favorita anche dai provvedimenti di sostegno alle assunzioni, mentre l’inflazione si è riportata in territorio negativo.

Nel quarto trimestre 2015 il prodotto interno lordo (Pil),
corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato dello 0,1% su base congiunturale (rispetto al trimestre precedente, ossia il terzo trimestre del 2015) e dell’1% in  termini tendenziali (rispetto allo stesso trimestre del 2014), confermando – spiega la nota Istat  –  la tendenza registrata nel corso dell’anno – ad un progressivo rallentamento della crescita congiunturale. Le previsioni modellistiche per il primo trimestre 2016? Il modello di previsione di breve periodo dell’Istat estende al primo trimestre del 2016 l’attuale fase di moderata crescita. La variazione congiunturale del Pil reale attesa per il primo trimestre 2016 è lievemente positiva (+0,1%), con un intervallo di confidenza compreso tra -0,1% e +0,3%. All’incremento del Pil contribuirebbero positivamente i consumi privati, a fronte di un apporto negativo della domanda estera netta e dei consumi pubblici mentre la dinamica degli investimenti (al lordo delle scorte) risulterebbe sostanzialmente piatta. In questo scenario, la crescita acquisita per il 2016 è pari allo 0,4%.

Rispetto al terzo trimestre 2015, sia i consumi finali nazionali sia gli investimenti fissi sono aumentati in maniera significativa (+0,3% e +0,8%) nel quarto trimestre 2015, mentre i volumi di importazioni ed esportazioni sono cresciuti rispettivamente dell’1,0% e dell’1,3%. Nel complesso, sia la domanda nazionale al netto delle scorte sia quella estera netta hanno contribuito positivamente alla crescita del Pil (rispettivamente 0,4 e 0,1 punti percentuali) mentre la variazione delle scorte ha apportato un contributo negativo (-0,4 punti percentuali). L’aumento degli investimenti è derivato dal proseguimento della fase espansiva dei mezzi di trasporto (+8,7% la variazione congiunturale) e dalla ripresa nelle costruzioni (+0,9%) mentre gli investimenti in macchinari hanno continuato a rallentare (-0,1%).

Nell’industria in senso stretto, dopo la diminuzione del valore aggiunto (-0,1%) registrato nel quarto trimestre, le informazioni disponibili per i primi mesi dell’anno confermano la fase di debolezza.
A gennaio le esportazioni nell’area extra-Ue hanno segnato un calo su base congiunturale in tutti i comparti; a febbraio l’indice del clima di fiducia delle imprese manifatturiere ha registrato un lieve peggioramento.

Nelle costruzioni, i risultati positivi registrati nel quarto trimestre 2015 per il valore aggiunto e gli investimenti trovano conferma nei dati sul clima di fiducia: a febbraio migliorano i giudizi sugli ordini e/o piani di costruzione e le attese sull’occupazione sia per la costruzione di edifici, sia per l’ingegneria civile. Nell’ultimo trimestre del 2015 il valore aggiunto dei servizi ha mostrato un lieve miglioramento (+0,1%), a riflesso della crescita congiunturale delle attività finanziare e immobiliari (rispettivamente +0,9% e +0,6%) e del calo delle attività professionali e di supporto (-1,1%). A febbraio i giudizi delle imprese dei servizi di mercato si mantengono stabili rispetto a gennaio mentre migliorano i giudizi delle imprese delle vendite al dettaglio.

Famiglie e mercato del lavoro
Nel quarto trimestre 2015 i consumi finali nazionali sono aumentati dello 0,3% su base congiunturale, in lieve rallentamento rispetto a quanto stimato per il periodo precedente (+0,4%), contribuendo per 3 decimi di punto percentuale all’espansione del Pil. Nel dettaglio, si è osservata una dinamica in decelerazione per la spesa delle famiglie residenti e delle ISP, (+0,3% da +0,5% nel terzo trimestre) e un rafforzamento di quella delle amministrazione pubbliche (+0,6% nel quarto trimestre da +0,2% nel terzo). Nel complesso del 2015, la spesa delle famiglie residenti e delle ISP è aumentata dello 0,8% rispetto all’anno precedente, fornendo un significativo contributo (+0,5 punti percentuali) all’espansione del Pil.
Dopo il lieve recupero avvenuto in gennaio, il clima di fiducia dei consumatori è diminuito di circa 4 punti a febbraio. Tutte le componenti hanno segnato una significativa riduzione. Tuttavia l’indice risulta ancora ben al di sopra della media di lungo periodo.
A gennaio, l’occupazione è tornata a crescere di 3 decimi di punto (+70 mila occupati), dopo il calo registrato a dicembre (-0,2%). L’incremento registrato si deve interamente ai dipendenti (+0,4%), in particolare a quelli a tempo indeterminato (+0,7%, pari a +99 mila individui), a fronte di un calo dei dipendenti a termine (-1,2%, -28 mila occupati) e ad una sostanziale stabilità  degli indipendenti. Questi andamenti proseguono la tendenza già osservata nel quarto trimestre del 2015. Il tasso di disoccupazione, sostanzialmente invariato dal mese di
settembre, a gennaio è stato pari a 11,5%.
A febbraio, le aspettative degli imprenditori sull’evoluzione dell’occupazione, per i tre mesi successivi forniscono indicazioni eterogenee tra i settori: le attese continuano a peggiorare lievemente nel settore manifatturiero, migliorano nelle costruzioni e nel commercio e tornano a deteriorarsi nei servizi.

Il quadro internazionale
Negli ultimi mesi, la ripresa globale si è indebolita: al rallentamento della Cina e dei paesi emergenti e alla caduta delle quotazioni delle materie prime si sono sovrapposte le crescenti turbolenze sui mercati finanziari. Negli Stati Uniti, la
crescita del Pil nel quarto trimestre è stata rivista al rialzo (da 0,7% a 1% la variazione congiunturale su base annua), confermando comunque la decisa decelerazione nella seconda metà del 2015 determinata principalmente dal
rallentamento dei consumi privati e dalla flessione degli investimenti non residenziali e delle esportazioni, condizionate dal rafforzamento del dollaro. Dopo una riduzione negli ultimi tre mesi del 2015, la produzione industriale ha segnato un rimbalzo in gennaio (+0,9% su base congiunturale). Il rallentamento dal lato
della produzione non sembra al momento essersi riflesso sui consumi: in gennaio è aumentato sia il reddito disponibile (+0,4% in termini reali su dicembre), sia la spesa per consumi (+0,4%, dopo lo 0,2% precedente). Anche il mercato del lavoro rimane solido: in febbraio, l’occupazione non agricola è cresciuta di 242mila unità, mentre il tasso di disoccupazione è rimasto stabile al 4,9%.
Nell’area euro, il Pil ha registrato una crescita per il quarto trimestre dello 0,3% su base congiunturale, in linea con gli andamenti osservati in precedenza. Tuttavia, alla fine del 2015 si è evidenziata una significativa decelerazione. In dicembre, la produzione industriale per l’intera area ha nuovamente segnato una flessione, di entità doppia rispetto a quella di novembre (-1% su base congiunturale, dopo il -0,5% del mese precedente). Nello stesso mese, sia le esportazioni extra-Ue (-0,3% su base congiunturale) sia quelle intra-area (-0,1%) hanno segnato lievi diminuzioni.
Il deterioramento delle condizioni globali di domanda si è riflesso in un deciso ripiegamento del clima di fiducia delle imprese: in febbraio si è osservato un peggioramento del giudizio degli imprenditori relativamente al livello corrente di ordinativi dall’estero e alle attese di produzione. Anche la fiducia dei consumatori ha segnato una caduta significativa, in tutte e quattro le componenti dell’indicatore (situazione economica generale, attese di disoccupazione, situazione finanziaria e capacità di risparmio).
Il mercato del lavoro continua a segnalare progressivi miglioramenti: in gennaio, il tasso di disoccupazione è sceso al 10,3% il più basso da agosto 2011.
La tendenza al rallentamento del commercio mondiale è proseguita nel quarto trimestre del 2015: secondo i dati del Central Plan Bureau, la variazione tendenziale degli scambi di beni in volume è stata pari all’1,5%, dal 2,6% del terzo trimestre (Figura 1). Il tasso di cambio dell’euro rispetto al dollaro ha registrato in febbraio una elevata volatilità, mostrando nelle quotazioni medie una tendenza all’apprezzamento (+2,1%, pari a 1,11 dollari per euro). Le quotazioni del petrolio sono state influenzate dalle ipotesi di accordo tra alcuni paesi produttori (Russia, Arabia, Venezuela e Qatar) per una stabilizzazione dei livelli estrattivi: dopo i cali nei tre mesi precedenti, in febbraio le quotazioni medie hanno segnato un incremento del 7,4%, toccando i 33,5 dollari a barile

La Nota mensile sull’andamento dell’economia italiana  di Istat

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