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Crimini in famiglia, Fabrizia Giuliani: “Nuova legge tutela chi è orfano due volte” Cronaca

Pistoia – È stata approvata ieri all’unanimità, la proposta di legge per  la “tutela ed il sostegno ai figli rimasti orfani a seguito di un crimine domestico”. Prima firmataria l’On.Fabrizia Giuliani, membro Pd in commissione giustizia alla Camera, da sempre impegnata sui temi legati alla violenza ( ricordiamo Codice Rosa), alle pari opportunità ed alle politiche di genere.

Cosa si intende esattamente dire e fare con questa legge specifica sui ” Crimini ed orfani domestici”?
 “Io credo che il primo compito che abbiamo, prima di tutto, è quello di fare un chiarimento intorno a questa definizione poiché il lessico giuridico non può restituire fino in fondo la complessità della questione che queste formule sono chiamate a descrivere. Con l’espressione «orfani domestici» intendiamo identificare un fenomeno drammaticamente attuale il fatto che bambine e bambini, ragazzi e ragazze che perdono uno dei due genitori per mano dell’altro, quasi sempre si tratta di donne uccise per mano del proprio partner, sono «orfani speciali», orfani due volte perché la violenza che distrugge il nucleo familiare è una violenza molto particolare, che nasce all’interno dello stesso nucleo familiare.”

Non è una violenza che proviene dall’esterno vuol dire?
“Evidente no. Non lo è. E’ un dramma consumato all’interno della famiglia. Ciò che abbiamo visto, oltre al dramma del gesto mortale compiuto ai danni della loro mamma, è che questi ragazzi, queste ragazze e questi bambini, oltre ad aver vissuto la dolorosa vicenda e doversi misurarsi con il proprio lutto, con la grave perdita, che è già di per sé un fatto rilevantissimo quando si è minori, si trovano ad affrontare anche il fatto che l’autore della violenza è una figura di riferimento e molto spesso una figura amata”

Ecco, quindi, il motivo della vostra proposta di legge alla Camera, che vede lei  come prima firmataria
” Si, perché trovarsi di fronte al fatto che la distruzione del proprio nucleo di certezze, di affetti e di sicurezza, è stata perseguita dalla figura in cui più si è riposto fiducia pone questi minori in una situazione di drammaticità estrema; misurarsi con l’elaborazione di questo trauma è forse uno dei compiti più difficili che un ragazzo, una ragazza, bambini o bambine possa affrontare, lo scenario più innaturale e più imprevisto che può portare a far vacillare ogni certezza e ogni fiducia, che può minare nel profondo lo sviluppo emotivo, affettivo e cognitivo, se questo trauma non è adeguatamente compreso, sostenuto ed aiutato”.

Ed è questo sostanzialmente il punto per il quale questa misura punta a dare delle risposte concrete, esattamente in questa direzione. Uno studio attendibile condotto dalla docente Anna Baldry, dimostra che negli ultimi dieci anni i casi di orfani da crimine domestico, sono circa 1.600. Nel 30 per cento dei casi, oltre alla madre, gli orfani perdono il padre, o perché suicida o perché recluso, e vengono affidati a nonni materni o agli zii o, a volte, dati in adozione. Altre volte rimangono nel luogo in cui sono nati, laddove il diritto a poter curare queste ferite con la riservatezza e con la delicatezza necessaria, è molto difficile da ottenere.

Quindi, cosa è possibile fare in tal senso onorevole?
“Le norme che abbiamo presentato provano a dare una risposta omogenea e duratura a sostegno dei figli minorenni e maggiorenni, ma non economicamente autosufficienti, figli della vittima di un omicidio commesso da coniuge, anche se legalmente separato o divorziato, dalla parte dell’unione civile, anche se questa unione è cessata, da una persona che è o è stata legata da una relazione affettiva e stabile di convivenza con la vittima.”

Una presa in carico, possiamo dire, quindi, di questi figli, resi  “orfani” da mano familiare, che modifica, di fatto, il C.p. Giusto?
 “La proposta di legge in questione, approvata ieri, va a modificare di fatto un articolo del codice penale, equiparando in termini di pena l’omicidio commesso dal coniuge o dal partner a quello commesso da un figlio o un genitore. Si tratta, sul piano giuridico e politico, di una equiparazione”.

Onorevole, per essere più chiari?
“Non si va ad introdurre nessuna aggravante. La filosofia di questa disposizione non vuole in alcun modo contrapporre la necessità di investire su politiche e azioni volte a prevenire, ad informare sull’educazione ed all’agire nel contrasto alla violenza, ma, anzi, si inserisce in un percorso di continuità con altre misure normative approvate da questo Parlamento nel corso della legislatura in seguito all’atto che ha aperto questa legislatura e che io considero un atto rilevantissimo, che è stata la ratifica della Convenzione di Istanbul, e alle norme che hanno seguito l’approvazione di quella Convenzione, come la legge n.119 del 2013 o altre disposizioni” L’articolo 2, sappiamo trovare il suo principale riferimento giuridico proprio nella Convenzione di Istanbul, e in particolare nei suoi articoli 45 e 46, che identificano come possibile aggravante di pena il fatto che il reato sia commesso contro l’attuale o l’ex coniuge o partner e, come riconosciuto dal diritto nazionale, da un membro della famiglia, dal convivente della vittima o da una persona che ha abusato della propria posizione di autorità.

Non occorre essere esperti di politiche di genere per sapere che la stragrande maggioranza dei femminicidi in Italia sono commessi da partner o da ex partner.
“L’Europa ha più volte sollecitato attenzione alle vittime diramando direttive importanti, ecco, con questa proposta di legge, che affronta e sancisce i diritti essenziali per i minori che si trovano a dover affrontare una situazione drammatica, pensiamo di dare risposte concrete e puntuali.  Intanto viene garantito il gratuito patrocinio in sede penale per i figli della vittima, viene estesa la pena dell’ergastolo nel caso in cui la vittima sia il coniuge, anche se legalmente separato, o la parte dell’unione civile o persona legata all’omicida da stabile relazione affettiva.

Viene rafforzata, così,  la tutela dei figli della vittima relativamente al loro diritto al risarcimento del danno. Vengono ridotti i tempi relativi alla liquidazione del danno patito dalle vittime di reato. Si interviene sull’istituto dell’indegnità a succedere, si esclude dal diritto alla pensione di reversibilità i familiari superstiti che siano stati condannati, si demanda a Stato, regioni e autonomie locali il compito di promuovere e organizzare forme puntuali di assistenza pronta e gratuita delle vittime di reati intenzionali violenti e dei loro familiari. Viene garantita l’assistenza medico-psicologica gratuita, si interviene sulla legge sulle adozioni per garantire la tutela della continuità affettiva, fatto rilevantissimo per superare i traumi che abbiamo provato ad illustrare, e viene incrementata di 2 milioni di euro la dotazione del Fondo di rotazione per le vittime della mafia, dell’usura e dei reati intenzionali violenti e degli orfani per crimini domestici”

Abbiamo dati allarmanti, dai dati forniti da Eures, nel nostro Paese le donne uccise per mano di un familiare, di un partner o di un ex partner raggiungono la media impressionante di una vittima ogni tre giorni. Dall’ultimo rapporto Istat del 2015 sulla violenza di genere, si evince come le forme più gravi di violenza contro le donne siano esercitate da partner, parenti o amici, e ci consegna un quadro che è quasi eufemistico definire allarmante e al quale dobbiamo provare a porre rimedio. Bene sapere che in Francia, l’articolo 221-quater del codice penale, prevede che l’omicidio sia punito con la reclusione perpetua, se commesso nei confronti del coniuge. Idem in Germania, articolo 211 dello Strafgesetzbuch, che prevede l’ergastolo per qualsiasi tipo di omicidio.

C’è bisogno di molte risorse per poterlo affrontare. On. Giuliani, la discussione in Commissione avrà valutato sicuramente sia il tipo di intervento che la possibilità di realizzarlo effettivamente.
” La norma in discussione proviene ovviamente e debitamente da una discussione approfondita in Commissione Giustizia ed è nata da contributi parlamentari provenienti da diverse forze politiche. Abbiamo voluto dare così una risposta a questo grave problema, partendo dal riconoscimento di un dato, tanto drammatico, quanto al fondo rimosso dalla nostra società, ossia il fatto che la violenza domestica, gli omicidi domestici e i femminicidi sono un fenomeno, ahinoi, diffuso e che lo Stato, prima di ogni altra realtà, ha il dovere di farsene carico, aggiornando il proprio quadro giuridico e definendo interventi in grado di dare risposte puntuali”.

Non dimentichiamo, infatti, che nel nostro Paese il delitto d’onore è stato cancellato solo nel 1981; Sono solo pochi anni, possiamo dirlo, è stata una conquista di civiltà arrivata molto dopo conquiste importanti , pensiamo a quella dell’interruzione volontaria di gravidanza o dello scioglimento del matrimonio. Una riflessione che si impone,ci fa pensare che questo nostro Paese abbia sempre faticato molto per cambiare, e fatica ancora oggi nel riconoscere come la violenza ed i crimini che affermano all’interno delle relazioni familiari e affettive, siano di stretta e specifica responsabilità.

“L’omicidio della compagna è un crimine devastante – conclude Fabrizia Giuliani – ed è ancora più devastante per i minori che si trovano a dover affrontare questo tipo di crimine. Ora, credo che sia nostro dovere, come Stato, cercare di dare delle risposte concrete a questi ragazzi, credo che sia dovere di uno Stato riconoscere il vulnus là dov’è e sostenere le vittime. Credo sia anche abbastanza grave il fatto che siamo arrivati così in ritardo, ma ci siamo riusciti, a colmare questa distanza. Abbiamo il dovere di fare del nostro meglio per tutelare questi ragazzi e per mettere il nostro ordinamento giuridico al passo con i tempi.”

Foto: Fabrizia Giuliani

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