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Crisi: cibi per bebè, -4,3% Società

I cibi per l'alimentazione infantile sono sempre meno comperati: nel 2012 il calo di acquisti sugli alimenti specifici per l'infanzia è stato del 4,3%. Un effetto della crisi economica, che sottrae risorse alle famiglie costringendole a cercare risparmi sempre più radicali, che non fanno eccezione neppure per i bambini. Un aspetto che è stato sottolineato con preoccupazione dai pediatri in occasione del 69/mo Congresso nazionale della Società italiana di pediatria (Sip) in corso a Bologna. La crisi, avvertono gli specialisti, spinge verso i prodotti per adulti che spesso risultamo meno costosi. Ma i bambini "non vanno considerati come piccoli adulti'' spiegano i pediatri. Tant'è vero che la legislazione per gli alimenti destinati alla prima infanzia è molto più severa in termini di sicurezza delle materie prime rispetto a quella per gli alimenti rivolti alla popolazione adulta.

Un altro dato inquietante emerge dal Primo rapporto sui comportamenti d'acquisto nella maternità realizzato da Marketing Management: nel 2012 per la prima volta dal Dopoguerra gli acquisti per i bimbi da 0 a 36 mesi (alimenti e igiene) hanno visto una flessione del 4,3%, pari a 89,3 mln di euro. In particolare, la sostituzione con prodotti alimentari per adulti ha consentito di risparmiare 65 mln. Fra i tagli maggiori, è il latte artificiale il prodotto che ha registrato il maggiore calo di acquisto: 23,7 milioni di euro in meno nel 2012.

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