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Crisi Covid e Ue: Michel lancia il “Piano De Gasperi” Politica

Firenze  – Un “Piano De Gasperi” per la ripresa dell’economia europea e la costruzione di una società nuova basata sulla dignità e il benessere. Nel giorno che vede la riunione dell’Eurogruppo, i ministri delle Finanze dei paesi dell’area euro, che dovrà dare contorni definitivi al pacchetti finanziario per far fronte alla crisi del coronavirus, il presidente del Consiglio europeo Charles Michel lancia la proposta di intitolare ad Alcide De Gasperi, uno dei fondatori del processo di integrazione europea, il grande piano di rilancio dell’economia dei 27 sul modello del Piano Marshall che fu il motore della ricostruzione dopo la tragedia della seconda guerra mondiale.

Lo ha fatto nel corso della decima edizione di The State of The Union la manifestazione organizzata dall’Istituto Universitario europeo (Iue) e il Comune di Firenze, che ogni anno raduna a Firenze esponenti di primo piano dell’Unione europea e che quest’anno a causa delle restrizioni causate dalla pandemia è in corso di svolgimento on line sul sito dell’Iue.

Citando più volte De Gasperi, Michel ha detto che per far fronte alla più grave crisi economica, sanitaria e sociale dal conflitto mondiale, che minaccia la stessa esistenza dell’Europa unita, occorre la cooperazione di tutte le istanze delle istituzioni e dei cittadini.

L’Unione sta costruendo gli strumenti per realizzare questa cooperazione e in particolare i due progetti della Commissione del Green Deal, nuove politiche per combattere il riscaldamento globale e l’Agenda digitale che costituiscono una nuova grande opportunità economica. Ma fondamentale è “unire le forze ed eliminare i rancori”.

Concetti che ha sottolineato anche il ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio che ha fatto riferimento ai 70 anni della dichiarazione Schumann (1950) che è alla base della costruzione europea. Come da  quel momento si avviò una ricomposizione delle fratture e la ricostruzione delle economie nazionali, così oggi la crisi del Covid 19 richiede “una dimostrazione reale di solidarietà e un cambiamento di rotta. “E’ un paradosso che i primi aiuti in materiale sanitario e in personale siano arrivati da paesi extraeuropei”, ha detto.

L’Europa  ha imboccato la giusta direzione, ma serve una grande risposta strutturale, un piano di rinascita che dovrà utilizzare grandi risorse finanziarie da trovare sul mercato: “Occorre agire subito”. Contemporaneamente proprio in questi mesi si avvia il processo che porterà alla Conferenza sul futuro dell’Europa con la partecipazione dei cittadini per un’Europa forte, coesa e solidale “in una reale unità di azione”.

Alla ricostruzione, ha detto il sindaco di Firenze Dario Nardella, le città vogliono contribuire e chiedono di essere più coinvolte nel processo di decisione per un Unione più stretta, combattendo il populismo e portando nuove idee per superare la crisi.  Nell’ambito della conferenza, Firenze si candida ad essere il luogo privilegiato di discussione sul futuro dell’Europa. 

Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha lamentato che la crisi del Coronavirus abbia messo in mostra atteggiamenti ideologici che hanno prevalso sul pragmatismo. La situazione richiede un enorme movimento di investimenti pubblici: un bilancio europeo più ambizioso e un grande fondo per lo sviluppo delle regioni europee: “Non è solo un atto di solidarietà ma anche un imperativo economico”.

Nella foto, la presentazione dell’intervento di Charles Michel sul sito dell’Istituto Universitario Europeo

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