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Con la crisi, cresce il “falso” su salumi e carni. Soprattutto “bio” Economia

Firenze – Da Coldiretti arriva un allarme grave per i salumi italiani e la carne in genere: dall’inizio della crisi infatti le frodi sulle carni sono cresciute con un tasso da brivido, +150%. Non solo: l’aumento in controtendenza del consumo di carni “bio” espone questo particolare e delicato settori agli appetiti sempre più feroci delle cosche.

L’analisi di Coldiretti è scattata in seguito all’inchiesta della procura di Torino sulla vendita di falsi salumi biologici, un caso che segue di poco quello che si è verificato in Toscana con un’altra eccellenza del territorio, vale a dire l’olio di oliva, extra -vergine e biologico sulla carta, mentre si trattava di un prodotto denominato “olio lampante”, una sorta di sottoprodotto dell’olio vergine d’oliva, ottenuto tramite estrazione con soli metodi meccanici, ma non utilizzabile per il consumo alimentare.

Tornando alle carni biologiche, i dati riportati da Coldiretti si rifanno ai sequestri effettuati dai Nas nei primi nove mesi del 2014 rispetto allo stesso periodo del 2008. Insomma, il biologico fa gola.

Non solo: la truffa sulla carne bio è deleteria anche per quanto riguarda la fiducia dei cittadini, che sempre più sovente, ove possibile, la mettono nel carrello della spesa. Ma il vero business, quello su cui si appuntano appetiti poco leciti ed è più grosso il pericolo dell’infiltrazione dei tentacoli della criminalità organizzata, è tutto nei numeri del biologico: in controtendenza netta col crollo dei consumi alimentari, gli acquisti di prodotti biologici, nei primi 5 mesi del 2014, hanno raggiunto il record del +17,3 per cento per i prodotti confezionati nella grande distribuzione, mentre l’intero settore, secondo quanto rivelato da Coldiretti, vale 3 miliardi di giro di affari. Un mercato che dunque sollecita l’attenzione del legislatore, cui Coldiretti lancia la necessità di instaurare l’obbligo “della tracciabilità del prodotto e l’indicazione di origine in etichetta”.

 

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