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Crisi da Covid-19, Grandi (Sunia): “Allarme morosità, calmierare gli affitti” Breaking news, Economia

Firenze – L’impatto del coronavirus e delle restrizioni alle attività lavorative si fa sentire. In particolare proprio su quella categoria che avevamo già indicato su queste pagine, vale a dire lavoratori al nero, contratti “strani”, orari corti. E proprio in questi giorni dal Sunia denunciano una valanga di richieste d’aiuto, perché il primo problema, quando il lavoro si riduce o peggio manca, è quello di pagare l’affitto. e il rischio è quello di trovarsi di fronte a un’impennata di morosità.

“In questi giorni ci arrivano moltissime richieste d’aiuto, tramite telefonate e mail, da tutta la Toscana, ma anche, sentendo i colleghi di altre regioni, da tutto il territorio nazionale – dice Laura Grandi, segretaria regionale del Sunia – chi lavorava al nero, non regolarizzato, con contratti del genere a chiamata, ora si ritrova di colpo senza reddito. Abbiamo casi di persone che lavoravano nei ristornati cittadini e aiutavano a pagare l’affitto o il mutuo, che ad ora si ritrovano senza la possibilità di offrire il contributo “salvacasa” alla famiglia. Si tratta di persone che non hanno la cassintegrazione, nè altri ammortizzatori. E la prima domanda è: come facciamo a pagare l’affitto?”.

Un problema che è anche occasione di riflessione, come sottolinea Laura Grandi. “Si parte da un primo punto critico, ovvero, anche chi gode degli ammortizzatori sociali vedrà la decurtazione dello stipendio del 20-25%, considerando sempre che una buona parte dello stipendio è solitamente impegnata proprio per il pagamento del canone.  Se questo è vero per chi comunque gode della cassa integrazione, imaginiamo cosa significa per chi non gode neppure di questa tutela. Un altro punto che emerge, è la diffusione del famoso “fuori busta”, vale a dire, una parte pagata regolarmente, l’altra al nero. Forse una rifelssione su questo punto urge, dal momento che è particolarmente diffusa nel mondo dei servizi e del turismo. Un altro passaggio, riguarda gli straordinari, spesso pagati fuori busta. E dunque, mettedno insieme tutto, dall’irregolarità del lavoro parte una crisi economica famigliare ancora più grave di quella esplicita, che porta alla luce la complessità dei lavori sotterranei”.

Per quanto riguarda le misure prese dal governo, “bene, certo, ma quando? – dice Grandi – la crisi avrà una portata molto lunga, si sta già parlando di un anno, un anno e mezzo. Facciamo l’esempio della misura dei 100 euro una tantum ai lavoratori, arriveranno a maggio. I contributi per autonomi e aziende anche con un solo dipendente, quando? Sottolineo che si sta parlando di affitti elevati, che si mangiano una percdntuale alta di uno stipendio che o non c’è più o è ridotto in modo consistente. Quindi, quando? Il problema è immediato. I proprietari sono preoccupati, figurarsi gli inquilini”.

Il rischio è quello di trovarsi di fronte a una crescita esponenziale delle morosità. Non è la prima volta, del resto, come ricorda Grandi: “Una situazione similare accadde nel 2008, quando scoppiò la grande crisi. I valori immobliari si abbassarono di colpo, ci si trovò di fronte aun’enorme difficoltà nel pagamento degli affitti. Gli sfratti per morosità esplosero, e in pochi anni si passò da 30 sfratti al mese per morosità a 130 al mese. A quei tempi, il metodo per frnteggiare l’emergenza fu l’accordo fra le parti per arrivare alla riduzione temporanea del canone d’affitto. Le parti, con scrittura privata, concordavano la diminuzione temporanea del canone, che, allos cadere del limite temorale, riprendeva con i suo corso e importo normale.  Mi sento di riproporre questo sistema, valido per evitare morosità: trovare una soluzione cntingentata nel tempo, il che significa calmierare gli affitti temporaneamente”. Un meccanismo che non ha costi e che i sindacati sono in grado di compiere velocemente. “Forse è il caso di mettere in campo una soluzione del genere – conclude la segretaria regionale del Sunia – il rischio è quello trovarsi con un altro boom di sfratti per morosità. Un sistema che potrebbe tutelare non solo gli inquilini, che non cadrebbero in morosità, ma anche i proprietari, che di questi tempi, finito o rallentato il boom turistico, si trovano con case vuote e difficoltà di affitto”. Insomma, l’affitto, in questo momento deve scendere. Ed è meglio, secondo Grandi, per tutti.

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