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Crisi dell’editoria, si salva la letteratura per ragazzi Cultura

Bologna – Si chiude oggi a Bologna la 52° edizione della Fiera internazionale del Libro per ragazzi, aperta lunedì 30 marzo sotto i migliori auspici di un  segmento di mercato editoriale contraddistinto dal segno + e che per il 20014 ha visto un incremento del 5,7 % , pari a oltre 168,2milioni di euro rispetto al 2013 nei canali trade.

In particolare sono in crescita le vendite per la fascia 6-9 anni , +5,6%, raggiungendo così i 67milioni di euro  e di quella dei 10-13enni+15,9%, il segmento supera i 34milioni di euro. Più contenuto l’incremento di fatturato dei libri per i piccolissimi , 0-5 anni, +1,5%, che resta centrale con un fatturato di oltre 64milioni di euro. Un mercato, quello dell’editoria per ragazzi, vivacizzato dalla crescita di tutti i suoi operatori: case editrici, numero di titoli, numero degli ebook. “Un settore che si conferma sano, ha commentato Francesca Archinto coordinatrice del gruppo editori per ragazzi di AIE -. Secondo Nielsen le performance risultano particolarmente positive per i libri per bambini dai 6 ai 9 anni, che pesano da soli per il 40,3% del fatturato ragazzi, e confermate per quelle della fascia 0-5anni, che rappresentano un altro 38,6%. Proprio la fascia dei libri per bambini in età prescolare è quella che negli ultimi anni ha avuto una maggiore crescita, recuperando un gap rispetto gli altri Paesi accumulato negli anni passati”. 

Un settore che, secondo i dati dell’Ufficio studio AIE, l’associazione italiana editori, vale 208,6milioni di euro,se consideriamo tutti i canali, compresi toy center, uffici postali, grande distribuzione, con 204 editori attivi e 5.219 titoli pubblicati nel 2013. I titoli ebook disponibili sono 1.949 nel 2014 , erano circa la metà, 1.105, nel 2013.

Grande successo anche dei titoli italiani all’estero con una crescita del +6,8 dei diritti di edizione all’estero mentre ormai si è affermata una tendenza che è quella dello sbocco internazionale per i titoli che nascono in Italia, il 92,4% nasce con questa vocazione. Nel 2014 infatti sono stati venduti 2.167 diritti di edizione all’estero, mentre rallenta l’approvvigionamento, in calo del -4,4%.

Le ragioni di questa peculiare caratteristica del mondo del libro per ragazzi sono semplici: investimenti tra gli anni Novanta e il decennio scorso in autori, grafici, illustratori nonché in un marketing dei diritti più efficiente ed aggressivo, ma anche una «qualità» riconosciuta al copy in Italy di questo settore – ha spiegato il responsabile dell’Ufficio studi AIE Giovanni Peresson – I libri per bambini italiani piacciono infatti all’estero e non solo alle editorie maggiori (l’export in Europa rappresenta il 63% del totale), ma anche agli editori dei Paesi emergenti come la Corea del Sud, l’Europa balcanica, la Turchia, la Polonia, l’Ungheria, i Paesi africani – che non sono proprio le prime editorie che vengono in mente. Questi Paesi hanno rappresentato in questi ultimi due anni tra il 25% e il 30% dell’export ragazzi grazie anche a una serie di missioni, incontri, partecipazioni a fiere e iniziative come il  fellowship alla fiera della piccola editoria di Roma Più libri più liberi, che AIE assieme ad Ice hanno sviluppato”.

L’indagine fa emergere però anche aspetti meno positivi. A fronte di un 36% di titoli i cui diritti sono stati acquistati dagli editori italiani da editorie di Paesi anglofoni sostanzialmente UK, Stati Uniti e Canada si è riusciti a indirizzare a quei mercati solo il 6% dei titoli venduti all’estero.

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