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Crisi di governo, Rosato (Iv): abbiamo fatto un piacere al Pd e al Paese Politica

Prato – Il leader di Italia Viva Matteo Renzi ha annunciato in conferenza stampa le dimissioni delle ministre delle Politiche Agricole, Teresa Bellanova, alle Politiche per la Famiglia, Elena Bonetti, e del sottosegretario agli Affari Esteri Ivan Scalfarotto, aprendo di fatto  la crisi di governo. Ne parliamo con Ettore Rosato coordinatore nazionale di Italia Viva.

Ora quale scenario si apre per il Paese? Rimpasto, un nuovo governo o elezioni? 

Intanto diciamo con chiarezza che abbiamo aperto con fatica  questa crisi, ma con la consapevolezza che un Paese immobile proprio durante la pandemia, non è la risposta ai bisogni dell’Italia.

Non è più possibile un accordo tra Renzi e Conte?

Non abbiamo problemi con chi, né problemi nell’ambito di questa maggioranza a sostenere anche la ricandidatura di Conte, ma la nostra preoccupazione è per fare che cosa e soprattutto il Presidente del Consiglio si presenta con un nuovo metodo e contenuti chiari? Non siamo a caccia di posti ma di risposte.

Lo strappo di Renzi al governo Conte è sul Mes?

Lo strappo è sull’immobilismo, sull’indecisione, sui miliardi di euro fermi e non spesi; sui Ristori e sulla Cassa Integrazione che arriva in ritardo; sulle decisioni mai assunte e sull’opacità nelle scelte che vengono fatte. Sul Mes è chiaro rinunciare alla possibilità di un investimento straordinario sulla sanità che cambierebbe la qualità della vita in questo Paese senza volerne nemmeno dare la motivazione è francamente inaccettabile”.

Ha Renzi disatteso le parole del Presidente Mattarella che nel discorso di fine anno ha parlato di “costruttori?“.

Proprio perché il Presidente della Repubblica parlava di costruttori,noi non potevamo più sostenere i temporeggiatori. Naturalmente il Presidente della Repubblica raccomandava stabilità e rapidità e noi ci facciamo carico di questa sua preoccupazione con grande rispetto per le sue parole e per il suo lavoro. Inoltre il nostro interesse per il Paese lo hanno mostrato meglio di tutte le nostre ministre Bonetti e Bellanova che si sono dimesse. Oggi la ministra Bonetti torna ad insegnare all’Università dopo che lei e Bellanova hanno servito con onore e profitto il nostro Paese.

Non teme che Renzi possa continuare a non essere compreso nel Paese, soprattutto dopo che Conte ha apertamente dichiarato che non sarebbe ricorso per la tenuta del Governo, ai responsabili?

Conte non ha fatto nessuna apertura. Da Conte non abbiamo mai ricevuto alcuna telefonata. Nell’ultimo mese nemmeno una risposta alla lettera puntuale che gli abbiamo presentato sui temi per noi in sospeso. Mai. Se non vuole ricorrere ai responsabili lo scopriremo nelle prossime ore. Oggi se vuole ricostruire un campo può farlo, altrimenti troveremmo comunque una soluzione adeguata e di alto livello per la guida del Paese.

Draghi?

Non tiriamo per la giacchetta nessuno.

Metodo, Merito, Recovery Found sono stati per Renzi ignorati  dal Governo Conte, ma com’è possibile che il Partito Democratico non abbia posto anch’esso l’attenzione su questi temi? 

Sappiamo che abbiamo dovuto fare il lavoro più difficile, quello sporco: di rompere una cosa  che non funzionava comunque. Il problema di questo governo è quello che non avrebbe mai saputo gestire una spesa di 300 miliardi di euro che il Paese deve affrontare nei prossimi mesi.

Altra critica mossa da Renzi a Conte, l’atteggiamento tiepido del Premier circa l’assalto dei sostenitori di Trump al Campidoglio.

Questo sicuramente è un elemento per noi importante. Oserei dire che Conte con questa grave omissione non ha rappresentato nessuno della maggioranza di Governo. Mi sembra sia stato l’ennesimo grave errore.

Foto: Rosato con Renzi

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