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Crisi economica, crollano le vendite al dettaglio delle imprese toscane Economia

Che la crisi si fosse abbattuta pesantemente sulle imprese lo sapevamo già, ma gli ultimi dati dell'Osservatorio Regionale sul Commercio della Toscana, relativi alle vendite al dettaglio delle imprese toscane, mostrano un trend ancora più negativo: nel terzo trimestre del 2011 le vendite al dettaglio hanno infatti registrato una variazione del -2,4%, evidenziando un ulteriore calo rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente (-1,6%). Ad essere colpite maggiormente dal calo di fatturato sono i piccoli negozi (da 1 a 5 dipendenti) e le medie imprese commerciali (da 6 a 19 dipendenti), come afferma il Presidente di Unioncamere Toscana Pierfrancesco Pacini: "Il panorama toscano da luglio a settembre 2011 è connotato da pesanti cali di fatturato che investono sempre di più le piccole e medie dimensioni del commercio al dettaglio. Mai come in questo momento – sostiene Pacini- il contesto di crisi economico-finanziaria penalizza il tessuto di piccola e media imprenditoria tipico della nostra Regione e del suo settore commerciale, oltre che manifatturiero". Non va meglio neanche per la grande distribuzione, che registra difficoltà soprattutto sul versante dei prodotti non alimentari, con una perdita dell'1,7%, per arrivare a quota 4% nella piccola e media distribuzione. Nel settore del 'no food' si registrano perdite meno significative nelle vendite di prodotti farmaceutici, di profumeria e di cartoleria, ma è con gli elettrodomestici e l'abbigliamento che si va a toccare la punta dell'iceberg: nel primo caso gli acquisti crollano fino al -4,5%, nel secondo arrivano al -3,7%. I numeri sono meno critici nel caso del comparto alimentare, ma l'indagine dell'Osservatorio rileva la tendenza delle famiglie toscane alla riduzione sia dei volumi che della qualità dei beni alimentari acquistati. Secondo il Presidente Pacini, il motivo della crisi dei consumi va ricercato nell'impennata dei prezzi, passati dal +0,5% del 2010 al +1,9% del 2011. E chi si aspetta grandi consumi nel periodo natalizio, tradizionalmente uno dei momenti con maggiori acquisti, in tutti i settori, rimarrà deluso. Come osserva Pacini, "le previsioni degli operatori al 30 settembre 2011 non erano rosee neanche per l’andamento dello shopping delle feste, probabilmente a causa del clima di incertezza sul futuro alimentato dalla situazione attuale e dai sacrifici in arrivo". Cosa fare quindi per risollevare il commercio toscano? L'assessore regionale alla cultura, turismo e commercio Cristina Scaletti non ha dubbi: "I consumi hanno bisogno di ripartire, per questo occorre che il governo attui rapidamente le richieste della Unione europea e della Bce, impegnandosi a mettere in atto nel breve periodo anche misure forti a favore della crescita, unico metodo di contrasto alla recessione. La Regione da parte sua, così come ha già annunciato il presidente Rossi, farà la sua parte, sia pure nei limiti permessi dal suo bilancio”. 

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Che la crisi si fosse abbattuta pesantemente sulle imprese lo sapevamo già, ma gli ultimi dati dell'Osservatorio Regionale sul Commercio della Toscana, relativi alle vendite al dettaglio delle imprese toscane, mostrano un trend ancora più negativo: nel terzo trimestre del 2011 le vendite al dettaglio hanno infatti registrato una variazione del -2,4%, evidenziando un ulteriore calo rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente (-1,6%). Ad essere colpite maggiormente dal calo di fatturato sono i piccoli negozi (da 1 a 5 dipendenti) e le medie imprese commerciali (da 6 a 19 dipendenti), come afferma il Presidente di Unioncamere Toscana Pierfrancesco Pacini: "Il panorama toscano da luglio a settembre 2011 è connotato da pesanti cali di fatturato che investono sempre di più le piccole e medie dimensioni del commercio al dettaglio. Mai come in questo momento – sostiene Pacini- il contesto di crisi economico-finanziaria penalizza il tessuto di piccola e media imprenditoria tipico della nostra Regione e del suo settore commerciale, oltre che manifatturiero". Non va meglio neanche per la grande distribuzione, che registra difficoltà soprattutto sul versante dei prodotti non alimentari, con una perdita dell'1,7%, per arrivare a quota 4% nella piccola e media distribuzione. Nel settore del 'no food' si registrano perdite meno significative nelle vendite di prodotti farmaceutici, di profumeria e di cartoleria, ma è con gli elettrodomestici e l'abbigliamento che si va a toccare la punta dell'iceberg: nel primo caso gli acquisti crollano fino al -4,5%, nel secondo arrivano al -3,7%. I numeri sono meno critici nel caso del comparto alimentare, ma l'indagine dell'Osservatorio rileva la tendenza delle famiglie toscane alla riduzione sia dei volumi che della qualità dei beni alimentari acquistati. Secondo il Presidente Pacini, il motivo della crisi dei consumi va ricercato nell'impennata dei prezzi, passati dal +0,5% del 2010 al +1,9% del 2011. E chi si aspetta grandi consumi nel periodo natalizio, tradizionalmente uno dei momenti con maggiori acquisti, in tutti i settori, rimarrà deluso. Come osserva Pacini, "le previsioni degli operatori al 30 settembre 2011 non erano rosee neanche per l’andamento dello shopping delle feste, probabilmente a causa del clima di incertezza sul futuro alimentato dalla situazione attuale e dai sacrifici in arrivo". Cosa fare quindi per risollevare il commercio toscano? L'assessore regionale alla cultura, turismo e commercio Cristina Scaletti non ha dubbi: "I consumi hanno bisogno di ripartire, per questo occorre che il governo attui rapidamente le richieste della Unione europea e della Bce, impegnandosi a mettere in atto nel breve periodo anche misure forti a favore della crescita, unico metodo di contrasto alla recessione. La Regione da parte sua, così come ha già annunciato il presidente Rossi, farà la sua parte, sia pure nei limiti permessi dal suo bilancio”.

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