energee3
logo stamptoscana
Edizioni Thedotcompany

Crisi Grecia, Varoufakis: “Merkel ha chiavi in mano, noi aperti a trattative” Politica

Grecia – “I capi di governo UE possono scongiurare disastro, in primis la Germania: è la cancelliera Merkel, in quanto rappresentante del Paese più importante, ad avere in mano le chiavi per evitare una fine terribile di questa crisi. Spero che le usi”. Così il ministro delle Finanze Yanis Varoufakis, in un’intervista a ‘La Bild’ tradotta e pubblicata da “La Repubblica”, sulla situazione greca in cui precisa che il governo Tsipras non ha potuto né accettare, né rifiutare l’ultima proposta dell’Europgruppo, ha rimesso quindi la scelta ai greci via referendum, il 5 luglio, e resta aperto alla trattativa.

Ue e Fmi hanno proposto ad Atene una proroga di 5 mesi al programma di aiuti per l’equivalente di 15,5 miliardi di euro, a condizione che accetti un pacchetto di misure e riforme, tra le quali l’innalzamento dell’età della pensione a 67 anni (o 62 anni e 40 di contributi). L’Eurogruppo dei ministri delle Finanze ha bocciato la richiesta della Grecia di concedere una proroga del programma di aiuti, che scade domani 30 giugno,  fino al referendum annunciato dai greci il 5 luglio.  Alla domanda se le trattative con i creditori sulla questione del debito siano interrotte o terminate il ministro delle Finanza Varoufakis risponde: “Né l’una, né l’altra cosa. Il 25 giugno le istituzioni dell’Eurogruppo ci hanno presentato una proposta dettagliata. Il tempo era ormai scaduto. Non abbiamo potuto accettare, ma non abbiamo nemmeno potuto rifiutare di fronte all’importanza della cosa per il futuro della Grecia. Perciò abbiamo deciso di rivolgerci ai cittadini e di chiarire la nostra posizione contraria, lasciando però a loro la scelta. Rimaniamo comunque aperti a nuove proposte delle istituzioni” spiega in merito alla decisione del governo Tsipras di chiamare i greci a un referendum su una proposta della Troika dei creditori che si svolgerà il 5 luglio. “Se queste nuove proposte dovessero arrivare e noi le ritenessimo significativamente migliori, – prosegue Varoufakis – potremmo sempre cambiare le nostre indicazioni e suggerire agli elettori di approvarle. Quindi, per quanto ci riguarda, siamo ancora disponibili a trattare, mentre la gente fa le sue valutazioni”.

Sullo scenario che si potrebbe aprire se non venisse rispettato il termine dalla Grecia e quindi di fronte al fatto che non riceverebbe la rata di 7,2 miliardi di euro, Varoufakis risponde: “Se l’ Europa permetterà che accada un simile disastro solo per umiliare il nostro governo e nonostante le caute, moderate, concilianti proposte venute da parte nostra – sostiene – allora gli europei non potranno non porsi la domanda sollevata dal capo del governo italiano, Matteo Renzi, di fronte al clamoroso fallimento sulla questione dei profughi: ‘È questa l’ Europa che vogliamo?'”.

Intanto, come previsto, le Borse europee, compresa Piazza Affari, aprono in forte calo oggi dopo la notizia del referendum greco sull’ultima offerta delle autorità europee. Lo spread, tra Btp e Bund, in apertura di contrattazioni, è schizzato in alto. Si prevede una giornata movimentata su tutte le piazze. Anche la Borsa di Tokyo ha risentito della situazione greca chiudendo in “profondo rosso”.

“Sono un eterno ottimista. L’ Europa ha dimostrato di continuo di saper curare le sue ferite e di essere capace di superare i suoi litigi. Si tratta soltanto di far valere quello che ci accomuna – afferma Varoufakis sulla possibilità di un accordo con l’Eurogruppo – Finora, però, ci è sempre stato detto che è possibile qualsiasi accordo ma solo se è conforme al memorandum delle istituzioni”. Tuttavia, aggiunge, “le istituzioni non hanno alcun mandato per collegare riforme pesanti a una saggia politica di rinegoziazione del debito. I vertici dell’Unione Europea a Bruxelles non sono in grado di adottare iniziative politiche”.

Print Friendly, PDF & Email
Condividi
Translate »