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Crisi KME, verso un’azione politica nazionale Economia

Una forte azione politica e sindacale di livello nazionale e non soltanto locale e regionale per fronteggiare la crisi dell’azienda KME leader della produzione  del rame, e del suo stabilimento principale a Fornaci di Barga. E’ la volontà condivisa emersa nella seduta congiunta delle Commissioni consiliari IX (occupazione, lavoro e sicurezza) e IV (sviluppo economico) della Provincia, svoltasi ieri a Lucca per fare il punto sulla situazione della vertenza. All’incontro hanno partecipato, oltre ai componenti degli organi consiliari, anche il presidente della Provincia Stefano Baccelli, l’assessore provinciale alle politiche del lavoro Mario Regoli, e i rappresentanti sindacali della Fiom-Cgil, Fim-Cisl, Uilm-Uil e della Rsu aziendale. Contenuti e richieste emerse nell’incontro saranno sottoposte dall’Amministrazione provinciale al tavolo di crisi che la Regione Toscana ha convocato per il prossimo 21 febbraio a Firenze.

Il presidente Stefano Baccelli ha sottolineato che “non si può assistere all’ennesima dismissione produttiva di una realtà così importante sul territorio e che tutto il possibile deve essere fatto affinché la vertenza KME sia gestita a tutti i livelli istituzionali proprio in forza alle dimensioni, al ruolo e al carattere strategico che queste produzioni significano per il nostro Paese. Occorre garantire una prospettiva al sito produttivo e ai lavoratori”.

Lo scorso 6 febbraio l’azienda multinazionale del settore metallurgico, ha aperto la procedura di mobilità per 275 lavoratori: 142 nella fabbrica di Fornaci, 95 nello stabilimento di Serravalle e 38 nelle officine di Campo Tizzoro. Le intenzioni dell’azienda – è stato sottolineato durante la seduta delle commissioni – sono quelle di privilegiare la produzione industriale in Germania a scapito del forno di Fornaci che rischia di essere spento, mentre i lavoratori dello stabilimento sono già venuti incontro alla direzione aziendale sottoscrivendo accordi di flessibilità e produttività già pesanti da sopportare in un periodo economico così difficile.

Foto www.loschermo.it

 

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