energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Crisi, la soluzione alla tedesca di Turiddo Campaini Cultura, Opinion leader

Ma c’è anche un altro modo: guardare sul lungo periodo e puntare sulla partecipazione e la collaborazione dei lavoratori. E’ quello che ha permesso alla Germania di arrivare preparata alla tempesta. Ed è anche quello che ha scelto Unicoop Firenze.
Il messaggio che ha lanciato Turiddo Campaini, presidente del Consiglio di sorveglianza della più importante azienda della grande distribuzione in Toscana (2,42 miliardi di euro di fatturato nel 2011) è molto preciso. Aziende come Unicoop attente al territorio e alla sua dinamica sociale sono un’anomalia nell’attuale contesto di recessione prolungata e dolorosa, ma “alla lunga essere anomali paga”.

Nell’agire “con sensibilità” si parte da un ragionamento di  lungo periodo, con un investimento che darà importanti risultati quando il ciclo tornerà positivo. Ecco dunque la decisione di chiudere un contratto integrativo che conferma le 36 ore, crea le condizioni per una maggiore partecipazione dei lavoratori, prevede un super premio del 25% dell’utile netto e un bonus sul recupero degli sprechi: “L’applicazione del modello partecipativo diventa una condizione necessaria per mantenere il primato nella tutela del consumatore, difendere quote di mercato e garantire livelli occupazionali”, afferma un documento aziendale.
Ed ecco anche il rafforzamento del legame con il territorio, continuando a fare con fatica il 23% degli acquisti in Toscana e dando una mano a coloro che sono le vittime più deboli delle conseguenze della crisi.

Insomma una corretta declinazione all’italiana del modello tedesco della “Mitverantwortung”, della corresponsabilizzazione fra azienda e lavoratori così felicemente applicato già negli anni 90 a partire dalla Volkswagen della socialdemocratica Bassa Sassonia di  Gerhard Schroeder. Campaini sa bene di essere in solitudine nel proporre questo modello, perché diverse sono le condizioni culturali in Italia rispetto a quelle della Germania dove il senso di appartenenza allo Stato è assai più forte e superiore agli interessi di parte. Diversa anche la cultura sindacale che non ha l’esperienza della cogestione alla tedesca, cosa alla quale il capo di Unicoop evidentemente punta avendo introdotto un’architettura di governance (Consiglio di sorveglianza e Consiglio di gestione) che assomiglia a quello della Sozialmarktwirtschaft, l’economia sociale di mercato, che è stata alla base del miracolo tedesco del dopoguerra. Ma sta qui la scommessa che è prima di tutto imprenditoriale: le crisi si affrontano e si superano tutti insieme e tutti insieme poi potremo godere dei risultati.

Print Friendly, PDF & Email

Translate »