energee3
logo stamptoscana
Edizioni Thedotcompany

Crisi e professioni: chi regge e chi crolla Società

Firenze – E’ crisi per tutti, è vero, ma per qualcuno lo è di più. Tant’è vero l’uffici studi di Cgia Mestre ha potuto stendere un’originale classifica sulle professioni che hanno vinto la crisi e su quelle che invece sono andate sotto.

Fra le prime, riportano la palma estetisti, parrucchieri, colf, badanti, ma anche camerieri, magazzinieri, pony expresses. Fra le seconde, crollo per i ragionieri (-40% tra il 2008 e il 2013), ma vanno giù anche amministratori di piccole imprese, muratori, ponteggiatori, falegnami e artigiani in genere del settore legno, tessile e abbigliamento.

Andiamo ai numeri: in specifico, fra il 2008 e il 2013, estetisti, parrucchieri, colf e badanti hanno visto un aumento in termini assoluti pari a oltre 314 mila unità (+71,7%). A ruota i camerieri, con un incremento di posti di lavoro pari a poco più di 251.500 (+31,5%) e magazzinieri e pony express, con oltre 125.600 occupati in più (+43,2%).

Nella fascia ancora in salita sebbene con numeri più contenuti troviamo cuochi, baristi e ristoratori, con quasi 123.500 nuovi occupati (+14%). ancora, vanno bene le attività legate alla guardiania e ai vigilanti non armati: come risulta dall’analisi della Cgia, nonostante l’aumento in valore assoluto di quest’ultimo settore sia stato abbastanza contenuto e pari a quasi 76.000 unità, l’incremento percentuale è stato esponenziale:+ 182,4 %.

Per quanto riguarda le professioni decimate dalla crisi, nell’arco fra il 2008 e il 2013 quella che più ha accusato le difficoltà è stata quella dei ragionieri, che è diminuita di oltre 441 mila unità. In termini percentuali, – 40,1%. Alra categoria che si è fortemente ridotta quella alla voce imprenditori e amministratori delle piccole imprese: -38,4% in cinque anni, pari alla perdita di quasi 215 mila unità.

La crisi dell’edilizia ha avuto pesanti ripercussioni anche sull’occupazione del settore: muratori, carpentieri e ponteggiatori. In termini assoluti si sono trovati senza lavoro in oltre 177 mila (- 24,7%). Ma è andata male anche per artigiani e operai specializzati del legno, del tessile e dell’abbigliamento, che hanno visto una flessione di oltre 109 mila unità (-23,9%).

Infine, i tagli degli ultimi anni nel pubblico impiego hanno “giustiziato” insegnanti delle scuole secondarie e post-secondarie e forze di polizia di stato, vigili urbani e vigili del fuoco: la contrazione molto preoccupante ha questi numeri, quasi 101mila unità in meno per quanto riguarda gli insegnati, pari a -19,5 punti in percentuale, mentre i secondi hanno perso oltre 97 mila unità (-23,9%).

 

Print Friendly, PDF & Email
Condividi
Translate »