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Crisi, stress e ansia: così digeriamo sempre peggio Firenze

congresso medico

Digeriamo sempre peggio, con una percentuale altissima di persone che soffre di patologie come il riflusso gastro-esofageo. Se fino a qualche anno fa diverse malattie dell’apparato digerente avevano molto spesso origine da cattive abitudini a tavola, negli ultimi anni gli addetti ai lavori stanno notando come la crisi economica, lo stress e stati di ansia abbiano un ruolo crescente nel disturbare la regolare digestione. Tanto che oggi circa il 15% dei toscani soffre di questo tipo di patologie. L’argomento è stato al centro di GastroIn, il congresso nazionale di gastroenterologia ed epatologia che si chiude oggi a Firenze presso l’Auditorium del C.T.O. (via Alderotti, 11). L’appuntamento ha riunito per due giorni i maggiori esperti nazionali nel campo della gastroenterologia e dell’epatologia per discutere delle patologie più diffuse e presentare gli ultimi ritrovati nel campo della medicina e della tecnologia.

Per avere un’idea del grado di incidenza del fenomeno, basti pensare che più di un italiano su dieci – la proporzione toscana ricalca quella nazionale – è interessato da patologie legate all’apparato digerente: i dati del Ministero della Salute indicano infatti che il 10-15% della popolazione viene visitato dal medico di medicina generale per malattie digestive, e che un ricovero su 12 circa negli ospedali italiani è dovuto a malattie digestive. Non solo: i tumori dell’apparato digerente sono in testa alla casistiche sui tumori più frequenti. Sono disturbi che provocano un’importante diminuzione della qualità di vita e hanno implicazioni sociali ed economiche estremamente rilevanti  con un impatto devastante per il Servizio Sanitario Nazionale.

In questo settore, GastroIn si pone come la vetrina nazionale più importante per presentare gli aspetti più interessanti e in evoluzione della gastroenterologia, cerniera tra le branche della medicina e quelle della chirurgia (endoscopia, ecoendoscopia ed ecografia). Altri focus del convegno sono il rapporto coi pazienti, presenti in sala con i loro rappresentanti, il cambiamento del ruolo degli infermieri e le nuove sfide che aspettano la classe medica, con particolare risalto al rapporto con la medicina del territorio, anche per la definizione di percorsi integrati.

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