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Croce Rossa Italiana, mobilitazione: domani presidi davanti a Prefetture Cronaca

Roma – Cgil, Cisl e Uil al ministro della Salute: “Confrontiamoci sul riordino per tutelare servizi e professionalità”

Se non si tiene conto dei servizi importanti che la Croce Rossa può offrire al Paese – è l’allarme lanciato dai sindacati  Fp-Cgil Cisl-Fp Uil-Pa in una nota congiunta- si rischia di disperdere un patrimonio di capacità e di competenze che, fino ad oggi, hanno garantito servizi qualificati, affidabili, in linea con i bisogni essenziali dei cittadini. Tutelare l’occupazione, le retribuzioni e le professionalità degli operatori è indispensabile per continuare ad offrirli anche con il nuovo assetto dell’Ente. Dopo questa prima giornata, altre iniziative unitarie sono già in calendario per il mese entrante: il 4 maggio una raccolta firme tra cittadini e operatori, l’11 maggio una manifestazione nazionale a Roma davanti al Ministero della Salute, e il 25 maggio l’attivo nazionale dei delegati CRI di Cgil Cisl e Uil.

Per questo inizierà domani, con presidi regionali davanti alle sedi delle Prefetture dei capoluoghi di Regione, la serie di iniziative di mobilitazione indette da FP Cgil, Cisl Fp e Uil PA per sollecitare un confronto con il ministro della Salute Beatrice Lorenzin sulla riorganizzazione della Croce Rossa Italiana. I sindacati chiedono di utilizzare la proroga prevista dal decreto “Milleproroghe” per apportare modifiche al dl. 178/2012 e operare un vero riordino dell’Ente, che garantisca il mantenimento dei servizi erogati e salvaguardi posti di lavoro e retribuzioni dei lavoratori.

Se in più si vogliono individuare nuove funzioni da mantenere pubbliche – aggiungono i sindacati – non è immaginabile ridurre all’osso le risorse umane, penalizzare ulteriormente i salari e lasciare i lavoratori nell’incertezza sulle loro prospettive professionali. Bisogna individuare i servizi che la Croce Rossa può continuare ad offrire in ambito pubblico, creando una struttura più snella ma coerente con le sue finalità, senza giocare al ribasso sulle professionalità e sulle competenze. Chiediamo di confrontarci su queste proposte e impostare un percorso partecipato verso una vera riorganizzazione dell’Ente.

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