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Crolla la spesa alimentare degli italiani: -12% Economia

Sempre meno i soldi per la tavola: gli italiani hanno tagliato sempre di più il budget per gli alimentari. Fino ad arrivare allo scorso anno quando la spesa media delle famiglie per i generi alimentari non è arrivata a 500 euro al mese, con un calo delle quantità acquistate del 12% circa rispetto ai livelli pre-crisi e un budget che ritorna ai livelli degli anni ‘60. Lo dice la Cia-Confederazione italiana agricoltori, in merito ai dati Istat diffusi ieri da Istat. Non diverso quanto emerge dall'l'indagine Coldiretti/Ixe', sulla base dei dati Istat,  secondo la quale la spesa alimentare nel 2013 ha toccato, per effetto dell’ulteriore calo del 3,1%, veramente il fondo: un taglio di 15,2 miliardi rispetto al 2007. I consumi delle famiglie italiane per alimentari e bevande  – sottolinea Coldiretti – a valori concatenati sono stati pari a 114,3 miliardi rispetto ai 129,5 miliardi del 2007 quando è iniziata l’inversione di tendenza negativa. Mai come oggi fare la spesa è diventata una sfida alla ricerca della maggiore convenienza, non avendo la maggior parte degli italiani una tasca adeguata alla qualità dei marchi e brand dell'agroalimentare di media e alta qualità.  "Se non si uscirà da questa fase di perenne emergenza, il Paese non ce la farà a ripartire – conclude la Cia -. Il governo deve prendere al più presto provvedimenti seri a sostegno delle famiglie, anche perché senza ripresa dei consumi non ci può essere ripresa dell’economia".
3 marzo Pil -1,9%: giù lavoro e consumi

La situazione economica del Paese è così critica che un italiano su due continua a comprare solo l’essenziale – ha spiegato la Cia – con il risultato che nell’anno le vendite alimentari sono crollate sia nei supermercati (-1,3%) che negli ipermercati (-1,9%), restando in territorio positivo solo nelle cattedrali del “low-cost” (+1,6%). D’altra parte, oggi sono 6,5 milioni di famiglie che dichiarano di fare regolarmente la spesa nei discount pur di risparmiare. Il 42% privilegia i “formati convenienza” e il 32% abbandona i grandi brand per marche meno conosciute e prodotti di primo prezzo.

Anche secondo Coldiretti/Ixe' l’andamento della spesa riflette un calo nelle quantità di alimenti acquistati e la tendenza a privilegiare prodotti low cost a basso prezzo, che sono gli unici a fare registrare un aumento (+1,6%) nel commercio al dettaglio nel 2013 Con la crisi si dice addio al negozio di fiducia e quasi la metà  degli italiani (47%) si reca in diversi esercizi commerciali per acquistare il prodotto che cerca dove costa meno, magari aiutati da internet e volantini sui quali è guerra nel pubblicizzare offerte speciali e sconti. Con il 71% dei consumatori che dichiara di confrontare con più attenzione rispetto al passato i prezzi, gli italiani – sottolinea Coldiretti – sono costretti a trasformarsi in veri detective della spesa: il 62% va a caccia delle offerte speciali 3 per 2 e degli sconti e il 42% cerca sempre e comunque i prodotti che costano meno.

Da segnalare l’aumento del 67% gli acquisti degli italiani nei mercati degli agricoltori, i cosiddetti farmers market, in netta controtendenza con l’andamento negativo dei consumi alimentari. Nei mercati degli agricoltori – sottolinea Coldiretti – hanno fatto la spesa nel 2013 ben 15 milioni di italiani con un aumento del 25% in un solo anno ma ad  aumentare notevolmente è stato anche il valore medio degli acquisti. La vendita diretta dai produttori agricoli è dunque l’unica forma di distribuzione commerciale in crescita sostenuta nel tempo della crisi, con un fatturato complessivo stimato in 1,5 miliardi di euro nel 2013. Sono oltre 1200 mercati in tutte le regioni grazie alla fondazione Campagna Amica promossa dalla Coldiretti che ha realizzato  la più vasta e capillare rete di vendita realizzata dagli agricoltori del mondo che puo’ contare su fattorie, botteghe e mercati che coinvolgono 28mila agricoltori con prodotti coltivati su circa 280mila ettari, in aumento del 40% nel 2013.
 

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