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“Cronaca Ravennate” da Mimi Furaha, l’atelier-salotto della cultura Cultura

Rosso e nero, amore e morte, sacro e profano. Una Romagna che salta la corda fra noir e tentazioni teatrali, una storia che getta un ponte fra la vita vera e la finzione, in un rimescolarsi che lascia interdetti su dove sta il teatro e dove comincia la verità della vita. E' questo, il velocissimo romanzo breve (120 pagine circa per i tipi di Romano Editore) che ieri l'autore Stefania Valbonesi ha presentato nel raffinato e esclusivo salotto di Michelle Brichieri, in compagnia di un pubblico competente che ha reso, con la sua partecipazione, vivace e movimentato il dibattito.  Da segnalare la presenza dello scrittore Pier Carlo Visconti, che con il suo intervento ha dato il la a un interessante confronto sul ruolo delle donne nella letteratura di genere. 

E il genere è il noir, vale a dire quella (al di là delle stringenti definizioni tecniche) letteratura a torto considerata d'evasione, che da sempre assolve alla funzione di cogliere, stringendoli nella estremizzazione del narrato letterario, i passaggi traumatici della società. E anche in quest'ultimo “narrato” di Valbonesi si avverte la contraddizione che agita drammaticamente l'attuale struttura sociale, con la presenza di figure femminili forti e prepotenti, che “scelgono” al di là di convenzioni sociali o regole, siano esse “naturali” o imposte. E che pagano un prezzo troppo alto per la loro volontà di scelta. Il tutto calato nella particolare temperie culturale di una Romagna d'antico stampo, con poche esternazioni emozionali, solo il calare inesorabile dei fatti, che avvolgono il protagonista, il commissario Giuliano Strocchi, in un intreccio che arriva alla conclusione quasi contro la sua volontà più intima.

Grazie anche alla maestrìa del “lettore” Fabio Degli Innocenti, la serata si è svolta così in un confronto sempre più stretto sui contenuti del libro, mentre la squisita ospitalità della padrona di casa e la raffinata atmosfera di Mimi Furaha hanno fatto il resto.

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