energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Cronache (e proposte) dal pianeta PO-POF Opinion leader

Si può riascoltarla su Youtube ed è divertente cantarla: “…ma Popoff non si arrende e dopo un PO’(F), rotolando sulla neve, fila verso il fiume Don”. Si potrebbe perfino suggerire una attualizzante interpretazione allegorica della suddetta canzone, ma l’associazione rimane in effetti soltanto fonetica. I POF scolastici nulla hanno a che spartire col simpatico Popoff e la loro approvazione, all’inizio di ogni anno scolastico, è una mesta incombenza alla quale nessuna scuola della Repubblica può sottrarsi. Un POF di Istituto deve (deve!) essere approvato. Tanto vale allora farlo alla svelta, replicando il POF dell’anno precedente, al più con variazioni e integrazioni marginali che, comunque siano andate e stiano andando le cose, non modificano l’impianto di quella che si dichiara essere un’ “offerta formativa”.   
Penso che avvenga lo stesso un po’ dappertutto, ma, quantomeno nella mia scuola, il POF 2011-2012 è stato approvato con una maggioranza bulgara che, come negli anni precedenti, ha anzi rasentato l’unanimità. Ci sono stati pochissime astensioni e un solo voto contrario, il mio, che è stato peraltro, esso pure, retorico e per nulla coraggioso. Ho provato, sì, la tentazione di spiegare un’altra volta i motivi del mio sempre più convinto dissenso, ma ho poi considerato che erano già trascorse due ore dall’inizio della riunione del Collegio dei docenti,  rimanevano altri quattro punti all’ordine del giorno da discutere e molti colleghi mostravano inequivocabili segni di irrequietezza e stanchezza. Dato che era comunque fuori questione la finale approvazione del POF, valeva la pena di transitare dal ruolo dell’ “innocuo stravagante” a quello del “fastidioso rompiballe”? Ho ascoltato la voce della vile prudenza e mi sono accontentato di alzare un solitario braccino dissidente al momento del voto conclusivo.
Mantengo tuttavia due convinzioni fondamentali che qui rapidissimamente esprimo. La prima è che i POF dichiarano di offrire ciò che invece, e  con ogni evidenza, non sono in grado di offrire. Da molti anni la scuola italiana non ha alcuna “offerta formativa” da proporre e sopravvive in maniera sempre più patologicamente autoreferenziale. Il fatto che, in nome della “autonomia scolastica” sia stato imposto alle scuole di mettere loro la faccia (il POF) davanti a studenti e genitori,  non supplisce in alcun modo alla mancanza di riflessione, idee e prospettive che tutti constatiamo e soffriamo. Per quanto mi ricordo, l’ultimo tentativo di formulare un progetto (a suo modo) di qualche respiro strategico e di qualche coerenza logico-discorsiva, è stato quello operato da Giuseppe Bertagna un bel po’ di anni fa. Significativamente, il consigliere edell’allora Ministro Moratti  ha quasi subito pagato il suo ardire  venendo scaricato e abbandonato innanzitutto da coloro che gli avevano chiesto di progettare e di esporsi. Dopo di che ci sono stati solo i Fioroni, le Gelmini e sulla scuola italiana è definitivamente calata una notte senza stelle.

La mia seconda convinzione, basata innanzitutto sull’esperienza personale, è che, anche all’interno degli Istituti e delle scuole in cui vengono approvati, i POF non costituiscono in alcun modo un effettivo comune denominatore. Il POF è una sorta di “costituzione cartacea” alla quale si oppone una “costituzione materiale”  clamorosamente discordante. I criteri fondamentali stabiliti e apparentemente condivisi e approvati vengono poi sistematicamente e tranquillamente ignorati o disattesi in accordo a quella “doppiezza tridentina” (v. il Concilio di Trento) che rimane, in ogni ambito, il marchio profondo del conformismo italico.

immagine: http://www.scuolacrispimessina.it/pof/p.o.f..htm
 

 

 

Print Friendly, PDF & Email
Condividi
Translate »