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Cucinare tutti insieme (in videoconferenza) al tempo del coronavirus Cultura

Firenze – Dirlo può avere anche il sapore di volersi consolare a tutti i costi, ma il confinamento di questi mesi ha esaltato più di quanto si possa pensare la passione degli italiani per la buona cucina. Non è un caso che, soprattutto nella prima fase della pandemia, farina e lievito sparivano dalla sera alla mattina dagli scaffali dei supermercati. Gli italiani sono diventati felicemente fornai e pizzaioli.

Anche i collegamenti virtuali via Zoom, all’inizio un modo per surrogare gli incontri fisici diventati pericolosi per il rischio di contagio, si sono trasformati in uno strumento per imparare a cucinare come è accaduto a un gruppo di amici che hanno dato vita a un “masterchef” casalingo non competitivo che ha allietato e tuttora allieta le loro serate a distanza.

Tutto è nato dall’idea di uno di loro, Piercesare Bozzalla Canaletto (nome da chef Jacu Donald Vincenzo), appassionato di cucina che ha proposto agli altri una serie di video lezioni con cena comunitaria finale. La serata funziona così: il maestro propone un piatto che viene realizzato sotto la sua guida (tutti ovviamente precedentemente informati sugli ingredienti da procurarsi).

Collegato via Internet, Piercesare indica via via le varie operazioni da fare. Quando gli allievi sono pronti e il pasto è in tavola, comincia la cena in videoconferenza e, dopo quattro chiacchiere allegre, tutti a dormire “con l’animo più leggero, felici perché salutandoci abbiamo fissato un  nuovo successivo incontro”.

La citazione è presa da un volumetto dal titolo “Le cene al tempo del coronavirus – Ricette di 32 primi piatti”, che documenta la singolare esperienza culinaria comunitaria. Il libretto, redatto in italiano e in inglese, contiene molte variazioni sul tema pasta, risotto e panzanella: dai classici bucatini alla amatriciana ai pizzoccheri alla valtellinese, dal risotto ai frutti di mare ai tubettoni con cozze alla caprese. Fra le ricette ce n’è anche di originali proposte dallo chef come le “penne alla jacu” (jacu è la sua cornacchia addomestica): penne in padella con pancetta, funghi e pomodoro, con aggiunta di provolone.

Il volume contiene anche le foto degli habitué partecipanti alla kermesse culinaria,  ricavate dal video ed elaborate da Gabriella Del Prete. Sono 35 volti felici e rilassati. Tutti d’accordo che l’idea non dovrà essere abbandonata quando finalmente il coronavirus se ne sarà andato. E’ sempre piacevole imparare a cucinare e gustare insieme il frutto delle proprie fatiche ai fornelli.  A dispetto della distanza.

Per chi volesse procurarsi il ricettario anti pandemia basta rivolgersi a  jacudonaldvincenzo@gmail.com

 

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