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Cultura, l’alternativa alla crisi per una nuova idea di progresso‏ Cultura

Firenze – “In un momento come questo, in cui il Paese sta vivendo una crisi seria cosa c’entra la cultura– esordisce così Roberto Grossi presidente di Federculture che nel pomeriggio di ieri, al Salone dell’Arte e del Restauro in corso a Firenze, ha presentato il decimo rapporto annuale di Federculture dal titolo “Cultura l’alternativa alla crisi per una nuova idea di progresso – la cultura c’entra con l’occupazione,  il lavoro lo sviluppo dell’economia ma anche la felicità della gente, la risposta alla vita di tutti i giorni”.

E’ da poco passato sullo schermo un filmato che oltre alle bellezze italiane sintetizza i numeri del comparto e si conclude con il celebre discorso di Bob Kennedy nel ’68, e che pone la cultura su un piano strategico. Un momento per riflettere sulle dinamiche, fare il punto e proporre nuovi indirizzi. “La crisi va colta come opportunità per guardare in modo diverso la strada che ci attende – prosegue Grossi – costruire nuove prospettive tra cittadini e territorio, puntare sulla formazione, ci deve essere una policy chiara, perché lo stato non può essere gestore unico , ma una gestione autonoma affidata a soggetti responsabilizzati rispetto al risultato”. In forte diminuzione le cifre destinate ai beni culturali nella prossima Legge finanziaria, meno 21 milioni di euro, sui precedenti 87, e anche sul versante privato, sono diminuite di 333 milioni gli interventi da parte di Fondazioni Bancarie, sponsorizzazioni, erogazioni, mentre per l’art bonus ci sono delle limitazioni. Ci siamo accontentati di un sistema che bastava a se stesso, non ci siamo preoccupati di come aumentare l’offerta, migliorare il sistema dell’offerta è il must di una politica di sviluppo secondo la logica della sussidiarietà” .

Le migliori performance arrivano dalle reti territoriali e poi ci sono alcuni casi eccellenti ed in controtendenza come il Comune di Firenze che nel 2013 ha incrementato le risorse destinate alla cultura, da 42 a 100 milioni di euro , pari al 12,4 del bilancio complessivo, 277 euro all’anno per abitante, tra i principali capoluoghi ad avere questi numeri. Un intervento che ha avuto i suoi riflessi positivi sul turismo, superati nel 2013 gli 8,2 milioni di pernottamenti con una crescita di arrivi e presenze, mentre i Musei Civici solo nell’ultimo anno hanno aumentato gli ingressi del 66%  con oltre 1,2 milioni di visitatori. Nella nostra regione che vanta il primato di un museo ogni 6.800 abitanti rispetto alla media nazionale di 1 ogni 13.000 abitanti, visitati da 23 milioni di persone, il 22% del valore nazionale, la crisi comunque si avverte. Le famiglie toscane spendono il 7,6 del loro budget in cultura, e frequentano musei e mostre il 29% dei residenti contro il 26 della media nazionale, ma nel 2013 diversi settori sono di segno negativo : –15,6 per il teatro, -9,3 per il cinema, -6,3 per la lettura, reggono i concerti, anzi aumentano quelli di musica classica con un + 10,5 e quelli di musica leggera +3%; mentre i dati nazionali ci indicano che nel 2013 la spesa delle  famiglie italiane per la cultura è diminuita del 3% ed è scesa la partecipazione a tutte le attività culturali.

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E allora, che fare. Servirebbe una leva fiscale, una defiscalizzazione delle spese culturali così come fatto per mobili ed elettrodomestici, ma nell’articolo 13 del DDL sulla Stabilità non si fa cenno al comparto cultura. Tante le riflessioni e i suggerimenti, incentivare le imprese giovanili, l’innovazione tecnologica, solo il 9% dei musei italiani ha la biglietteria elettronica e in Toscana il 20% dei musei non possiede un sito internet, riprogettare le città. “ Costruire un mondo nuovo– afferma Grossi che per il finale del suo filmate ha scelto un dipinto veneziano dove i protagonisti sono colti di spalle – guardano in avanti, hanno una visione, lo sguardo deve servirci per guardare avanti, costruire in grande un progetto partendo dall’educazione e dalla formazione, avere il coraggio di sapere cosa non va per cambiare le cose”.  “ Bisogna lavorare su tutti i fronti – ha detto il vicesindaco del Comune di Firenze Cristina Giachi – spero di non sentire più interventi come quelli di stamattina – oggi i giovani non aspettano altro che trovare la loro strada, il mondo è cambiato presenta uno scenario diverso, la crisi è il nome che diamo a questo mondo diverso che abbiamo davanti”.

Per la Regione Toscana era presente Giandomenico Ravenni che ha sottolineato come in questo settore negli ultimi dieci anni la regione abbia destinato un miliardo e cinque milioni di euro mentre la Toscana è la regione che più di ogni altra ha innovato nell’architettura delle biblioteche, adesso però è giunto “il momento di innovare il modello, questa è la sfida”. Al convegno  ha portato la sua esperienza Giovanna Barni presidente di Coopculture e da poco membro della Fondazione del Monte dei Paschi di Siena.Ho avuto molti anni fa la follia di creare un’impresa, credere che sulla cultura si può fare crescita, sviluppo. E’ stato lo stimolo della mia scommessa”, oggi fattura oltre 40 milioni di euro. “ Non c’è sviluppo se dietro non c’è un retroterra di formazione – ha detto Luciano Modica Preside dell’Accademia di Belle Arti di Firenze e di recente eletto Presidente della Confederazione dei Presidi delle Accademie italiane una cosa che spesso viene dimenticata e che invece era nello statuto a fondamento dell’Accademia”.

culture 3Sono tanti i giovani che dopo l’Accademia trovano lavoro all’estero e creano il loro futuro, senza contare che molti di loro consapevoli delle difficoltà nel trovare un’occupazione sviluppano un grado di autoimprenditorialità  molto alto. “Il paese torni a pensare in grande e verso orizzonti più lontani, accettiamo i sacrifici di oggi se abbiamo prospettive per il futuro, la creatività è il carburante per il paese”. Infine Paola Dorsi ha parlato delle prospettive  del Comune di Siena in relazione al progetto creato per il concorso a Capitale d’Europa, messo a disposizione della regione toscana.

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