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Cultura, Renzi convoca gli stati generali delle associazioni Cronaca, Cultura

 Idee e proposte per la cultura a Firenze. Questo è quanto emerge dall’incontro al teatro della Pergola, dove il sindaco Matteo Renzi, che ha da pochi giorni la delega alla cultura lasciato vacante da Giuliano Da Empoli, ha invitato le associazioni culturali presenti sul territorio per ascoltarle e invitarle a lanciare progetti per la città.

L’incontro si è svolto alla Pergola, dove il ritmo degli interventi è stato necessariamente veloce, massimo cinque minuti ciascuno, per dare modo di intervenire a quante più persone possibili.
 L’appuntamento ha avuto di base lo scopo di ascoltare e confrontarsi con le varie realtà culturali e l’amministrazione. “In questo momento il Paese sta ragionando poco sulla cultura. Siamo presi troppo dalle tasse e dai tassi, quasi fossimo diventati un popolo di funzionari contabili. Questo è comprensibile e anche doveroso, ma accanto a questo lavoro occorre tornare al core business del nostro Paese. Credo che la cultura sia il nostro futuro molto piu' che il nostro passato – ha detto, aprendo il dibattito, Il sindaco Renzi, assumendo l’interim – il 2012 sarà un anno chiave per la cultura. Finché la politica la considererà come qualcosa da addetti a lavori, da lasciare alla solita cerchia di persone, non andremo da nessuna parte. Mi piacerebbe che da Firenze partisse un segnale e una provocazione. O dimostriamo che con la cultura si può mangiare, oppure non siamo credibili''.

Scopo dell’incontro, quello di raccogliere idee e suggerimenti, ma anche di proporre al Comune progetti e iniziative nuove. Tante sono state e richieste e i consigli da parte delle varie associazioni culturali che hanno costituito l’humus della cultura fiorentina e toscana di questa mattina alla Pergola. Unanime il parere di vedere la cultura come un investimento per il futuro e non solo come un costo. Fa i numerosi interventi, ne riportiamo alcuni fra i più significativi.

Giuliana Videtta, direttrice dell’Accademia delle belle Arti – "Finalmente dopo tantissimi anni un assessore è venuto all’accademia per conoscere il luogo, problemi e richieste. La notte tricolore è stata un evento che ha avuto un ottimo successo di pubblico. Il muoversi per convenzioni deve essere uno strumento ottimo per migliorare la cultura ma il comune deve istaurare un rapporto stretto con le varie associazioni per crescere insieme. Attraverso la notte tricolore, abbiamo certamente spinto i giovani ad avere una conoscenza maggiore sul tema dell’Unita D’Italia. Noi chiediamo è un’attenzione sul tema degli spazi e la messa a norma di essi”.

Lorenzo Luzzetti, presidente dell’associazione culturale Teatro Puccini – "Se Firenze è ricca di Arte e di Cultura lo deve al fatto che per trecento anni (dal 1300 al 1600) sono stati investiti capitali ingentissimi su questo tema da parte delle famiglie e dagli istituti bancari. Questo esempio è per rilevare che senza le risorse pubbliche la cultura non può crescere. Le risorse pubbliche e il loro uso deve essere il tema fondamentale cui il nuovo assessore deve riflettere. Molte associazioni, rispetto alle grandi istituzioni vivono con gli spiccioli un esempio che calza come modello è il Teatro Puccini che attraverso poche decine di migliaia di euro riesce a tenere in vita tutto un quartiere circostante in via di degrado. E’ necessaria una decisione politica a livello culturale sulla distribuzione delle poche risorse che il comune ha sul tessuto culturale cittadino e non su pochi alberi che rischiano di essere piantati male e seccare in breve tempo”.

Domenico De Martino, collaboratore dell’Accademia della Crusca: “ I tanti temi affrontati nascondono sotto di loro il rapporto fondamentale fra tradizione e contemporaneità che deve essere affrontato con attenzione. Ci deve essere una costante armonia tra il passato e il contemporaneo, fra tradizione e proiezione al futuro. Noi come accademici, chiediamo che il sindaco ci tenda la mano per far emergere questo rapporto e che lo renda insieme a noi più armonico”.

Riccardo Rombi, regista e fondatore Centro ricerca e Formazione: “ Se fossi assessore alla cultura, mi dimetterei, lo dico in tono scherzoso perché il lavoro degli scorsi assessori non ha permesso alla costruzione di un piano strutturale e programmatico, senza il quale diventa impossibile fare cultura. In Europa, l’iniziativa di oggi sarebbe chiamata «L’industria Culturale» perché insieme alle idee produce denaro, nel senso che si costruiscono le basi per nuovi progetti. Finisco, augurando a Renzi un buon lavoro, che la città ha bisogno di un assessore alla cultura che possa creare un legame stretto con le associazioni. Questa di oggi deve essere un punto di partenza e non dì arrivo”.

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